jeudi 19 janvier 2017

Martini cocktail : un mito

Che mito il Martini !


Storia, e leggende, del più classico e letterario dei drink. Il mistero delle origini, gli illustri estimatori e la battaglia sulla ricetta perfetta. Che non esiste. 




Il Martini sta al mondo dei cocktail come la Ferrari sta a quello della Formula 1. Senza di loro, i due mondi non avrebbero fascino né probabilmente sarebbero in grado di scatenare nessun tipo di passione. Per questo il nostro viaggio attraverso i cocktail parte proprio dal più famoso, raccontato e celebrato degli aperitivi, il Martini. L'unico con una vera e propria letteratura alle spalle. "Alcolicamente" scorretto perché il gin è padrone assoluto e il vermuth extra dry che gli dà il nome, viene confinato nel ruolo “di azionista di irrilevante minoranza”.



Il Martini è una sorta di mondo parte. Fatto di racconti incredibili, tradizioni affascinanti, storie grandi e storie piccole. Dalla letteratura al cinema, da Hemingway a James Bond. Una quantità enorme di parole e immagini per uno dei cocktail, che almeno sulla carta, sembra tra i più semplici da preparare. In fondo, si tratta di gin (per una minoranza Vodka o entrambi nel caso del Vesper) con una minima (talvolta infinitesimale) quantità di Martini extra dry, miscelato per non più di 10-15 secondi in un mixing glass pieno di ghiaccio e servito in una coppetta ghiacciata. Per finire, una guarnizione di limone (twist) rigorosamente da strizzare sopra la superficie del cocktail oppure una o meglio ancora tre olive.



Tutto qui? Tutto qui. Nel senso che qui comincia la vera storia del Martini.Anzi le storie. Perché il drink del mito porta con sé leggende e ritualità. Intanto le origini, ovviamente controverse. Qualcuno fa risalire tutto al barista italiano che a New York, agli inizi del Novecento, l’avrebbe preparato per John D. Rockefeller. Altri dicono che il nome derivi dal celebre cocktail di Jerry Thomas (detto The Professor) il Martinez (fine Ottocento). Ma chi vuole farsi un’idea un po’ più precisa delle origini (e non solo) consigliamo la lettura di “Martini Straight Up” di Lowell Edmunds, tradotto in Italia nel 2000 ed edito da Archinto con il titolo “Ed è subito Martini”. Secondo l’autore la prima ricetta del Martini è quella proposta da O.H. Byron nel 1884 (due schizzi di Curacao, 2 di angostura, mezzo bicchiere di Gin e mezzo di Vermut italiano).

Imperdibile la prefazione di Umberto Eco, soprattutto quando spiega il suo vero sogno. Che non è quello di diventare presidente del Consiglio, cardinale o magnate del petrolio ma di avere «in ogni città del mondo un bar dove poter entrare e dire in prima istanza “il solito” e possibilmente un altro dove senza dir nulla venga automaticamente servito un Gin Martini, ovviamente in proporzioni 16:1». La conclusione? Quel bar non esiste perché «Il Martini migliore è quello che ti fai da te … tanto che oserei dire che il momento magico è quello in cui lo si fa, non quello in cui lo si consuma».

L’idea che “ognuno ha il suo Martini” appartiene in parte anche a Mauro Lotti, bartender di fama mondiale, indimenticabile barman del Grand Hotel di Roma e oggi Ambassador di Martini & Rossi secondo cui «Il Martini non è una "roba da bere", è rito, è mito, è leggenda che diventa storia. E sarà sempre così». Definizione da prendere alla lettera dato che è difficile trovare qualcuno che ne sappia di più sull’argomento. Vediamo, allora, insieme a lui un po’ di storia e qualche consiglio per la preparazione.



«Il presidente Roosvelt - dice Lotti - ha sdoganato il Dirty Martini, versione senza oliva sostituita dalla salamoia in grado di dare una sapidità pungente e un gusto salmastro molto incisivo». Ma le "stranezze" non finiscono qui. «C’è anche il Martini on the rocks, quello preferito da Eco – prosegue Lotti - versione che fa sgranare gli occhi ai puristi del gin e che suscita una reazione sdegnata non tanto diversa da quella degli amanti delle bollicine che reputano sacrilega l’aggiunta anche di un solo cubetto di ghiaccio al prezioso liquido».


Naturalmente, il re dei barman, dice la sua anche sull’annosa questione “Agitato o mescolato” dove sembrerebbe avere la meglio la versione “shaken not stirred” diventata celebre grazie al suo più famoso bevitore, James Bond, che però beve Vodka Martini. «Eppure – aggiunge Lotti - la versione inversa, mescolato e non agitato, ha nelle parole di Somerset Maugham, una sensuale spiegazione: va mescolato perché le molecole del gin e del vermouth si devono adagiare sensualmente le une sulle altre». Finito qui? Macché. C’è ancora il Martini “riposato” che non fa torti a nessuno, né mescolato né agitato, ma «lasciato a riposare qualche secondo a contatto con il ghiaccio in modo che gli elementi si compenetrino in maniera meno omogenea e senza incamerare ossigeno e il sapore del vermouth arrivi ad onde».
                               



Potrebbe sembrare tutto molto esagerato. Ma non per il Martini e la sua mitica “coppetta”, uno dei più brillanti design di tutti i tempi. Il re dei cocktail non ha una versione definitiva. L’unica certezza è che deve essere ghiacciato (così come la sua coppetta) e secco, tanto secco. Cosa che viene determinata dalla quantità di Vermouth extra dry (oppure Noilly Pratt, ultimamente sempre più diffuso) rispetto a quella del gin. Naturalmente, anche in questo caso ci sono storie e storielle infinite. Di Churchill si racconta che al momento di versare il Vermouth si limitava ad un inchino verso la Francia. Bunuel, invece, riteneva bastasse che la luce attraversasse la bottiglia di Vermouth per colpire quella di gin.

       


Ernest Hemingway in “Di là del fiume e tra gli alberi” parla del Martini 15:1, il famoso “Montgomery” che prende il nome dal generale inglese che non voleva attaccare a meno che le sue truppe non superassero quelle del nemico 15:1. Anche questo è il bello del Martini. «Sulla quantità di vermouth – conclude Lotti -  tutti possono sfidarsi all'ultimo sangue pur di affermare che la propria visione è quella definitiva, la più importante. La forza del Martini Cocktail sta esattamente qui: nessuno avrà mai l'ultima parola e questo gli garantisce la vita eterna».









mercredi 18 janvier 2017

Curare i capelli in modo naturale


Alcuni trucchi per la cura naturale dei capelli. Perfette strategie per avere capelli idratati, privi di forfora, forti e luminosi. 





Curare i capelli in modo naturale, il bicarbonato
Questo rimedio naturale per la cura dei capelli interessa tanto alle donne quanto ai maschi! E’ utile per rimuovere i residui di gel, schiuma o lacca che inevitabilmente persistono dalla radice alle punte dei nostri capelli nonostante l’ultimo shampoo.
Per rimuovere ogni residuo chimico dai capelli vi basterà aggiungere un cucchiaino (circa 5 grammi) di bicarbonato di sodio al vostro shampoo. Ripetete questa operazione una volta a settimana così da mitigare l’insorgenza di forfora.


Come curare i capelli in modo naturale, l’olio di cocco 
L’olio di cocco è un ottimo antiforfora naturale: rinvigorisce i capelli e li rende luminosi. Basta applicarlo sui capelli massaggiando delicatamente direttamente sul cuoio capelluto, lasciare in posa per un paio d’ore e lavare. 

Curare i capelli in modo naturale, il cumino 
Il cumino svolge una duplice azione benefica per i nostri capelli: da un lato elimina la forfora e dall’altra evita la formazione delle doppie punte. Le proprietà benefiche del cumino nero sono famose fin dai tempi degli antichi egizi. Per curare i capelli in modo naturale vi basterà fare degli impacchi con l’olio ricavato dai semi della Nigella sativa, la ranuncolacea asiatica da noi nota con il nome di cumino nero.

Come curare i capelli in modo naturale, l’olio di avocado 
L’olio di avocado è perfetto per chi vuole idratare i capelli in modo naturale. I trattamenti a base di olio di avocado sono indicati per capelli sfibrati, secchi e con forfora. Gli impacchi eliminano la forfora agendo direttamente sul cuoio capelluto e restituiscono capelli forti e idratati.

Alimentazione per la cura dei capelli
La cura naturale dei capelli parte da una dieta bilanciata.
Per curare i capelli in modo naturale è possibile aggiungere degli alimenti specifici che contengono biotina, zinco, calcio, ferro e le vitamine necessarie a nutrire e rinforzare i capelli. Tra gli alimenti che aiutano la crescita dei capelli e ne prevengono la caduta, segnaliamo i semi di girasole (ricchi di biotina, magnesio, acidi grassi omega-6….), le noci (per l’apporto di ferro e zinco) ma anche uova e spinaci. 

mardi 17 janvier 2017

Come ammorbidire gli asciugamani


Come ammorbidire gli asciugamani: tanti suggerimenti davvero efficaci che ci offre madre natura per avere in casa asciugamani sempre morbidi.


Gli asciugamani sono tra gli elementi che più utilizziamo in casa e, pertanto, con il passare del tempo è normale che comincino a perdere la loro capacità di assorbimento e ad emanare cattivi odori. Li utilizziamo per asciugarci dopo la doccia, dopo la piscina o dopo esserci lavati le mani.

Per questo motivo, poco a poco si accumulano su di essi sporco e una grande quantità di batteri che possono essere eliminati solo tramite il lavaggio.

Come ammorbidire gli asciugamani, rimedi naturali

Il problema è che in molti non sanno ancora lavarli bene e hanno difficoltà a farli rimanere morbidi come quando appena comprati.
Per questo motivo, oggi vogliamo rivelarvi un trucco molto interessante che ci servirà per pulire in profondità i tessuti fornendo al contempo un “extra” di morbidezza. Non perdetevelo!
In cosa consiste questo metodo di pulizia degli asciugamani? La maggior parte delle volte gli asciugamani emanano cattivi odori e accumulano sporco semplicemente perché non vengono lavati spesso.
Nonostante non sia necessario lavarli diverse volte alla settimana, è comunque conveniente farlo almeno una volta ogni 15 giorni.
È anche probabile che si utilizzino un detersivo e un ammorbidente inappropriati che, poco a poco, si accumulano nelle fibre del tessuto deteriorandolo. Se gli asciugamani cominciano ad emanare odori sgradevoli, è probabile che siano rimasti residui di detersivo invisibili a occhio nudo.
Affinché ciò non avvenga, si può optare per il seguente metodo di pulizia che sfrutta le proprietà di due ingredienti che tutti hanno in casa e che sono molto economici e versatili.




Bicarbonato di sodio e aceto bianco

Si tratta del bicarbonato di sodio e dell’aceto bianco, che vengono usati in casa ormai da diversi decenni.L’unione di entrambi questi ingredienti in un’unica soluzione crea un potente detersivo naturale capace di eliminare le macchie, lo sporco e la ruvidezza.

Benefici del bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio è un prodotto economico che si trova nelle credenze di quasi tutte le case per via dei vari usi in cucina, in casa e come medicinale.
Per quanto riguarda la pulizia, è stato catalogato come una delle migliori alternative ai prodotti chimici aggressivi che si trovano sul mercato. Infatti aiuta a sbiancare, riduce la presenza di batteri e pulisce in profondità.
Unito ad altri ingredienti, è utile per togliere le macchie di grasso e altre sostanze che penetrano nei tessuti. Ha anche la capacità di neutralizzare i cattivi odori, cosa che ci permette di lasciare gli asciugamani perfettamente puliti.

Benefici dell’aceto bianco

L’aceto bianco è uno degli ingredienti più antichi per quanto riguarda la pulizia della casa. I suoi acidi naturali e la sua capacità di togliere i cattivi odori sono utili ad eliminare lo sporco da qualsiasi superficie e capo.
Usandolo per pulire gli asciugamani, riusciremo ad eliminare i residui di detersivo che di solito rimangono intrappolati nelle loro fibre.
Nel caso in cui in essi siano presenti dei pelucchi, inoltre, grazie all’applicazione di questo prodotto, sarà possibile eliminarli. È perfetto per la pulizia degli asciugamani bianchi, infatti aiuta ad eliminare le macchie giallognole causate dallo sporco e dal sudore.


Come lavare gli asciugamani vecchi

Per realizzare in casa la soluzione che vi permetterà di far tornare i vostri asciugamani come nuovi, dovete solo procurarvi i seguenti ingredienti. Si tratta di prodotti molto facili da trovare e in generale i loro prezzi sono abbastanza bassi.
-Ingredienti
  • 1 tazza di aceto bianco (250 ml)
  • ½ tazza di bicarbonato di sodio (50 gr)
  • Acqua calda (quanto basta)
-Come si prepara
  1. Per prima cosa, collocate gli asciugamani in lavatrice e aggiungete l’acqua calda.
  2. Successivamente, aggiungete la tazza di aceto e date il via al lavaggio
  3. Lasciate gli asciugamani in lavatrice e riempite nuovamente con acqua calda, questa volta aggiungendo la mezza tazza di bicarbonato di sodio.
  4. Eseguite un altro lavaggio e fate asciugare gli asciugamani in un luogo ventilato.
Sarete molto soddisfatti del risultato. Una volta asciutti, noterete che gli asciugamani saranno più morbidi, più assorbenti e privi di cattivi odori. Cosa aspettate?

lundi 16 janvier 2017

Creare con la pasta di sale

Tutti i bambini adorano manipolare e modellare! La pasta di sale è la soluzione per tutte le mamme che scelgono di dare libero sfogo alla fantasia dei propri bambini senza spendere troppo. Facile da fare ed economica, ecco la ricetta per prepararla.




Le creazioni con la pasta di sale appassionano da sempre grandi e piccini e gli ingredienti di partenza per prepararla sono facili da reperire, anzi, probabilmente non dovrete comprare nulla: avete già tutto in casa!

La ricetta della pasta di sale risale all’antichità, è facilissima da preparare e molto economica. La pasta di sale può essere colorata prima della cottura oppure dipinta dopo. E’ una pasta realizzata con ingredienti utilizzati in cucina e può essere facilmente preparata con l’aiuto del  robot da cucina che permette, inoltre, di ottenere una pasta omogenea e malleabile. Si può anche ottenere una pasta di sale profumata, aggiungendo aromi alimentari o qualche goccia d’olio essenziale profumato. E perché no? … anche del cioccolato!




Pasta di sale, Ricetta e dosi
Per preparare la pasta di sale non dovrete fare altro che unire gli ingredienti che seguono con le dosi indicate!


-2 bicchieri di sale fino polverizzato
-2 bicchieri di acqua tiepida
-4 bicchieri di farina
-Coloranti alimentari (opzionali, vi serviranno per colorare la pasta di sale)

La ricetta della pasta di sale è facile da preparare ed estremamente economica. I coloranti alimentari sono opzionali in quanto la pasta di sale può essere colorata prima della cottura oppure dipinta dopo.
Per ottenere una pasta di sale più malleabile e facile da lavorare, dovete usare il cosiddetto “olio di gomito” oppure potete sfruttare il vostro robot da cucina. Chi preferisce, può profumare la pasta di sale aggiungendo all’impasto qualche goccia di olio essenziale o aromi da cucina.




Come preparare la pasta di sale 
  1. Mischiate tutti gli ingredienti alle dosi indicate in alto.
    -ponete sale e farina in un contenitore e aggiungete l’acqua tutta in una volta.
  2. Se impiegate un colorante liquido, aggiungetelo nell’acqua facendo in modo che la quantità dei liquidi non superi i 2 bicchieri. Il rapporto “solido/liquido” da rispettare è 6:2
  3. Lavorate bene l’impasto con le mani oppure sfruttate il robot da cucina impostando la lavorazione per circa 5 minuti.
  4. Lavorate la pasta di sale fino a ottenere un composto omogeneo, malleabile e lavorabile: dovrà risultare morbido al tatto ma non attaccarsi alle dita.
    -Se la pasta di sale risulta troppo appiccicosa, aggiungete altra farina
    -Se la pasta di sale risulta troppo granulosa, aggiungete qualche goccia d’acqua.

Come conservare la pasta di sale
Se non utilizzate subito la pasta di sale che avete appena preparato, questa può essere conservata avvolta in una pellicola di plastica alimentare. Riponetela in frigo nel ripiano più basso o nei cassetti destinati alle verdure. La pasta di sale può essere conservata solo per poche ore in quanto tenderà a indurirsi.



ED ORA SCATENATE LA FANTASIA !!

samedi 14 janvier 2017

Miele e cannella:anti invecchiamento per eccellenza


Come contrastare l’invecchiamento con miele e cannella ?


Il Miele e la Cannella, uniti insieme godono di vere e proprie virtù curative. Scopriamo come contrastare l’invecchiamento con il binomio miele e cannella! L’unione della cannella col miele è stata usata per secoli nella medicina ayurvedica e in quella cinese. Si dice che l’unione di questi 2 ingredienti agisca in maniera significativa sulla longevità, riducendo il danno dei radicali liberi sui tessuti. Ma non illudiamoci di poter ringiovanire drasticamente nel giro di pochi giorni, è solo l’assunzione quotidiana prolungata nel tempo che può dare risultati visibili. Vediamo il procedimento per preparare un tè a base di miele e cannella: Fai bollire un cucchiaio di cannella mescolato a 3 tazze di acqua, una volta raggiunto il bollore spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. Una volta che questo tè avrà raggiunto la temperatura ambientale, aggiungere 4 cucchiai di miele e bere 1/4 della tazza, dopo un paio di ore, berne un altro quarto e così via fino a finirla.


Perchè questo tè aiuta a contrastare l’invecchiamento?


Questo tè rende fresca e morbida la pelle e diminuisce i segni dell’età. L’uso costante di questo tè prolunga la vita, elimina l’invecchiamento causato dalla routine e dalla fatica e tonifica il corpo in generale.

vendredi 13 janvier 2017

Avena : un alimento che rinforza e dà benessere

Avena, scoprite un alimento che rinforza e porta energia e benessere

È uno dei cereali che contiene meno zuccheri, è adatto in particolare ai bambini, alle mamme che allattano, agli sportivi e ai diabetici ( ed
anche alla terza età )


L’avena è una pianta erbacea fino a qualche tempo fa utilizzata unicamente come mangime per gli animali e poi divenuta alimento da essere consumato sulle nostre tavole. Si presenta sotto forma di fiocchi oppure al naturale. Dato che è uno dei cereali che contiene meno zuccheri, è adatto in particolare ai bambini, alle mamme che allattano, agli sportivi e ai diabetici. È anche un cibo ben tollerato dai celiaci ed un alimento nutritivo, rinforzante e ricostituente per i giovanissimi e per gli anziani.  

Vediamo dunque di conoscere nel dettaglio le caratteristiche di questo prodotto e i vantaggi che potrebbe apportare alla nostra salute.  


 L’avena è una pianta erbacea da cui si ricava un cereale in chicco ricco di proprietà benefiche. E’ un cereale di serie A tollerato dal 99% dei celiaci molto importante per il nostro organismo e rappresenta una delle principali fonti di carboidrati complessi. Si diversifica dagli altri cereali per il maggior contenuto proteico e per il maggior contenuto di fibra solubile. L’avena è catalogata tra gli alimenti funzionali in quanto, pur rimanendo “semplice cibo”, oltre ad apportare energia, grazie ai suoi costituenti, contribuisce al raggiungimento di uno stato di benessere. 
   



L’avena è un cereale di cui si parla molto ma poco si conosce. Possiede infatti delle proprietà fondamentali per il buon funzionamento del nostro organismo. 
Tra i vari benefici svolge un’azione antiaging, è un antinfiammatorio naturale, fa bene alla pelle grazie alla vitamina E e agli antiossidanti contenuti in essa e regolarizza l’intestino. E’ un alimento nutritivo rinforzante che promuove il dimagrimento grazie alla fibra contenuta in essa. Favorisce inoltre le proprietà diuretiche e lassative .


COME SI DEVE CONSUMARE L’AVENA?  
L’avena è un super cereale che si può consumare in svariati modi ad ogni ora della giornata. Prima di tutto a colazione, in quello che è il pranzo più importante della giornata. La si può abbinare a latte, yogurt, frutta, miele, cioccolato, muesli. 
La si può utilizzare anche nei pasti principali nella preparazione di primi piatti (tenuta a bagno per circa mezzora può essere cotta come il riso integrale) ad esempio per la preparazione di una calda minestra di avena con verdure per un piatto ideale d’inverno, leggero e dietetico. Si può assumere anche come farina di avena (in miscela degli altri cereali, può essere utilizzata come ingrediente nei prodotti da forno quali pane, biscotti) e infine come latte d’avena. Si può assumere anche in barrette e pane fatto in casa o inserita in hamburger vegetariani o altri piatti sfiziosi. 



«L’avena è un cereale bianco, povero di calcio, ma ricco di potassio e di vitamine del gruppo B, è ricco in lipidi (4,9%) altamente insaturi (35% di acido oleico e 39% di linoleico). In pochi sanno che è il cereale più ricco di proteine (ne contiene tra il 10% ed il 16%), in particolare di lisina, un composto organico dalle alte capacità nutritive. La concentrazione di aminoacidi essenziali è alta in relazione agli altri cereali. E’un ottimo lassativo in quanto contiene una grande quantità di fibra e come conseguenza al suo alto contenuto di fibra e la bassa quantità di amido l’avena è un cereale che presenta, in media, un basso valore energetico».  
   



 Funzioni dell'avena: 
1) Diminuzione dell’assorbimento del glucosio  
2) Riduzione dell’accumulo di sostanze pro ossidanti. 
3) Riduzione dello stress ossidativo. 
4) Protezione nei confronti delle malattie cronico degenerative. 
5) Regolarizza la peristalsi intestinale. 
6) Abbassa il livello di colesterolo ematico.
7) Svolge una protezione nei confronti della malattie cronico degenerative come il cancro al colon e allo stomaco. 

jeudi 12 janvier 2017

Yoga per principianti : evitate questi errori

Chi non conosce questa disciplina? I benefici, in termini di relax mentale e fisico, sono tanti ma solo se praticata nel modo corretto




Lo yoga per principianti richiede delle attenzioni. Parliamo di una disciplina che allena la mente e il corpo. Fare sport non significa solo chiudersi in palestra tra sala pesi e attività cardio, è possibile far lavorare i propri muscoli anche dolcemente.

Yoga per principianti, occhio agli errori

Questa pratica millenaria aiuta a migliorare la postura, il respiro e, inoltre, rende forte il corpo e libera la mente dai pensieri. Chi è alle prime armi però rischia di prendere la cosa nella maniera sbagliata. Proprio così, bisogna sempre tenere in considerazione le possibilità del proprio fisico.

Mai mangiare prima della lezione

In tante si dedicano allo sport durante la pausa pranzo. Attenzione però, l’ideale è fare lezione almeno due ore dopo l’ultimo pasto. Il rischio è di sentirsi pesanti e sbagliare così le posizioni e la respirazione. 

Non profumarsi

Curare il proprio aspetto è giusto ma mai esagerare, soprattutto con il profumo: L‘odore può compromettere il corretto svolgimento degli esercizi di respirazione. Meglio essere al naturale.

Mai accelerare i ritmi

Bisogna avere pazienza: per assumere le posizioni più impegnative ci vuole tempo. La cosa importante è muoversi con attenzione e, soprattutto, ascoltare il proprio corpo. Se invece non si procede per gradi e si respira in maniera errata, il rischio è quello di farsi male.

Non esagerare

La prima lezione incanta. La serenità che si avverte a fine corso potrebbe creare dipendenza. Attenzione però, non bisogna lasciarsi prendere la mano: come si dice, il troppo stroppia. Il rischio è quello di perdere la motivazione e abbandonare il tutto nel giro di poco tempo. Va bene un allenamento a settimana per poi aumentare il ritmo poco alla volta.

Corsi on line

Chi ha poco tempo libero pensa che esercitarsi a casa possa essere una mossa furba. Non è la stessa cosa che andare a lezione e vedere di persona l’insegnante. Il pericolo principale è riprodurre i movimenti ma senza sapere se si stanno effettuando correttamente e questo può essere un problema. Il fai da te va bene solo dopo aver maturato una discreta esperienza.

Tanti modi di dire yoga

Hatha yoga, Kipalu yoga, Astanga yoga, Bikram yoga etc.: sono uno nessuno e centomila i diversi stili di yoga esistenti. Ognuno presenta caratteristiche molto diverse. Prima di segnarsi a un corso sarebbe cosa saggia sperimentarne, se non tutti, almeno un paio al fine di capire quale sia la giusta scelta in linea con le proprie esigenze.

Salute e bellezza con l’aceto di mele