L’arte di preparare una valigia è molto di più delle cose che si portano
con sé. Per ogni bagaglio “fisico”, infatti, esiste una valigia emotiva
che, come un negativo fotografico, è la quintessenza del contenuto.
Ecco cosa mettere (o non mettere) nel proprio trolley a seconda del tipo
di partenza che abbiamo davanti
Per ogni bagaglio “fisico”, esiste una
valigia emotiva che, come un negativo fotografico, è la quintessenza del
contenuto. C'è chi "impacchetta un amore perduto" e chi "impacchetta il
passato per riscoprire se stessa", La valigia è il nostro specchio, la nostra
migliore amica. Non è questione solo di preparare un bagaglio ma di
capire chi siamo noi che la stiamo impacchettando e cosa vogliamo
proiettare, di noi, nel percorso che stiamo per compiere,
A partire da questi spunti abbiamo preparato una lista
su cosa mettere (o non mettere) nella propria valigia a seconda del tipo
di partenza che abbiamo davanti, e interpellato un professional
organizer per altri utili consigli.
1. LA VALIGIA PER DIMENTICARE UN AMORE
Si tende a pensare che la propria storia sia la cosa più importante del
mondo. Ma è proprio andando in giro per il mondo che ci si rende conto
di una diversa gerarchia dell’esistenza. Preparare la valigia per
lasciarsi alle spalle una storia d’amore non è facile, perché ogni separazione mette in discussione il nostro
essere. Questa valigia, dunque, va pensata come un modo per immaginare
un nuovo sé attraverso il viaggio" "Quello che hai davanti forse è il
primo che farai da sola dopo tanti anni, e fatti forza con
oggetti che ti aiuteranno a tornare a concentrarti su te stessa". Un esempio? "La polaroid: scatta
una foto per concentrarti su altro quando sei presa dalla sensazione di
controllare lui su Facebook".
La valigia per dimenticare deve essere molto leggera, contenere poche
cose, solo quelle essenziali, e lasciare spazio al nuovo. Dovrebbe
essere appositamente
lasciata vuota almeno per un quarto
o più dello spazio a disposizione: in questo modo si viaggia in modo
più agevole, si affrontano meglio gli imprevisti e si colgono al volo le
opportunitàQuindi: sì a quel vecchio paio di pantaloni che avevamo portato due
anni fa in Sud America, ma anche a un nuovo vestito per sentirsi bene
nella propria pelle, uscire e fare nuove amicizie. Fra i must have,
inoltre, figurano un libro, possibilmente il romanzo che ci accompagna
nei momenti catartici, una macchina fotografica per fermarsi e
immortalare un momento, una guida turistica del paese e i contatti di
amici di amici che vivono lì. Infine, un quaderno bianco e una penna per
elaborare la fine della relazione, ma anche per tracciare le coordinate
del proprio futuro: dove siamo e dove vogliamo arrivare. Portate anche
un oggetto sorprendente, come una candela da accendere una sera per
tenervi compagnia oppure, chissà, per dare vita a una nuova
conversazione.
2. LA VALIGIA PER RISCOPRIRSI
Il giusto indispensabile della valigia per ritrovarsi sta nel portare degli
oggetti che ti fanno ricordare quella che eri.Per esempio, un capo di abbigliamento che indossavi sempre quando
avevi 20 anni, magari una maglietta (...) oppure le sneakers: indossale e
rivivi l’entusiasmo e lo spirito di quando avevi 20 anni, prendi quello
spirito e mettilo nel viaggio che stai per compiere. Che tipo di
viaggio, dunque? Quello di chi parte alla ricerca di sé ha sempre
qualcosa di mistico. Di solito, dunque, prende la forma di un road trip
in cui ci si mette alla prova per di scoprire quello che non credevamo
di essere in grado di fare. Fra gli oggetti che non devono mancare in
questo caso ci sono un impermeabile, per non farsi fermare da condizioni
meteorologiche avverse, un telo in microfibra per sedersi in riva al
mare a contemplare il sole che sorge. “a valigia o lo zaino devono
essere comodi e capienti a sufficienza per contenere tutto ciò che serve
per essere autosufficienti. La valigia per riscoprirsi deve supportare
la nostra necessità di ritrovare il tempo di cui abbiamo bisogno e
staccarci dalle necessità impellenti: quindi abbigliamento a cipolla per
affrontare le diverse condizioni atmosferiche, capi strategici, dal
costume al pile, per affrontare ogni situazione senza problemi, prodotti
per la cura della persona (pochi ma buoni, per coccolarci) e qualche
farmaco per coprire le necessità. Da non dimenticare un pareo, un capo
che ci sostiene e utile in tante situazioni e per vari utilizzi, come
asciugamano, parasole, sacchetto e gonna. Per chi ha una passione dimenticata, può essere il momento per
riscoprirla. Portate con voi una piccola scorta di materiale disegnare
appena vi prende l’ispirazione, una macchina fotografica o anche
semplicemente un diario per in cui far fluire pensieri e sensazioni.
Partire dagli interessi messi da parte,
infatti, è un modo per riannodare il filo fra il passato e il futuro.
Scegliete abiti comodi, con molta tinta unita per stimolare la
concentrazione, ma non riempite completamente lo zaino, perché potrebbe
servirvi spazio per gli acquisti che farete lungo la strada, mano a mano
che il vostro sé inizia a ritrovarsi, a scoprire aspetti inattesi e a
esprimere desideri per il ritorno alla vita di tutti i giorni.
3. LA VALIGIA PER INNAMORARSI DI NUOVO
Portate con voi
una cosa divertente, una sorprendente, una utile e una che vi rappresenti veramente.
Innamorarsi di nuovo è un’avventura a cui bisogna aprirsi perché possa
accadere. Spesso in valigia infiliamo parti del nostro passato che
sarebbe bene, invece, lasciarsi alle spalle, ma è pur vero che per
capire chi si è e per incontrare (possibilmente) chi si cerca, occorre
un po’ di sperimentazione. La parola d’ordine, dunque, è mettersi in
gioco. Fra gli oggetti che non devono mancare ci sono una lettura
leggera e divertente, una collana o un gioiello che faccia sentire
speciali, un nuovo vestito che non avreste mai pensato di comprare, ma
che vi permette di entrare in un territorio per voi inesplorato - più
sexy, più rilassata, più avventurosa - . Prova a indossare abiti o
accessori che non avresti mai indossato prima. Impara ad osare, per
cambiare.Ma non solo:
La valigia per innamorarsi deve contenere anche gli abiti con cui ci
sentiamo belle e valorizzate, quelli che quando li indossiamo si
traducono in complimenti, quelli che ci fanno sentire sicure delle
nostre potenzialità e piene di energia positiva. Dalla biancheria ai
maglioni, tutto deve farci sentire bene e sempre adeguate, al posto
giusto nel momento giusto, per dare il meglio di noi. Portate con voi anche un oggetto per dedicarvi a qualcosa che vi piace:
scarpe per ballare il flamenco, una maschera per andare sott’acqua, una
racchetta da tennis per cogliere una sfida o la vostra musica preferita
da condividere. Fra le attitudini, mettete in valigia l’
apertura mentale,
perché lontani dal proprio ambiente e dalle persone conosciute c’è meno
l’esigenza di essere scettici, di tenere le distanze. È vero che in un
posto o in una situazione nuova ci si può sentire persi, ma ci si
riscopre anche più disposti a chiedere, ad accettare aiuto e a fidarsi
delle persone.
4. IMPACCHETTARE PER AMORE
Gli uomini sono più veloci delle donne nel preparare la valigia (76 minuti contro 85 di media), ma
il 51% delle donne impacchetta quella del proprio compagno
e, nel 7% dei casi, dichiara di farlo per non avere sgradevoli sorprese
sul suo abbigliamento una volta arrivati a destinazione. Quando chi
parte sono il marito o i figli, nella valigia vanno attenzioni e
preoccupazioni. Ci si preoccupa che non manchi nulla di quello che che
gli potrà servire e che abbiamo preparato esattamente quello che
desiderano avere con sé. C’è anche magari un po’ di rimpianto all’idea
di non poter accompagnare in viaggio chi si ama o un po’ di malinconia
nel rendersi conto di quanto veloce vada la vita: i figli sono pronti
per il loro primo viaggio da soli. Mettete nella loro valigia qualcosa
che non si aspettano. Un messaggio, un oggetto, un regalo o una
fotografia, qualcosa che li possa stupire una volta in cui saranno
arrivati e che li possa far sentire amati nonostante la distanza. Per i
più piccoli, gli farà piacere trovare un giocattolo o il proprio
peluche. Quando si fanno le valigie per qualcun altro ci si mette anche
più amore ed attenzione delle proprie e si valuta con premura cosa
potrebbe essere necessario e quando. Ricordiamoci però di condividere
questi nostri ragionamenti col proprietario della valigia visto che non è
detto siano così evidenti. La ciliegina sulla torta di questo amorevole
lavoro può essere una check-list con l’indicazione di tutto il
contenuto della valigia, utile per depennare, soprattutto per le valigie
del ritorno. L’elenco è particolarmente necessario per bambini e
ragazzini, ma anche per gli adulti distratti. Sempre a proposito della
valigia dei più piccoli, la regola base per non trovarsi in difficoltà
moltiplica per 1,4 i capi da portare con sé ogni
giorno. Così, per una settimana, serviranno dieci capi completi e al
conto vanno aggiunti gli abiti che servono per il viaggio.
5. SAPER TORNARE E DISFARE LA VALIGIA
Immaginate di recuperare il vostro bagaglio sul nastro dell’aeroporto e
di avviarvi verso l’uscita. Conoscete la sensazione di porte che si
spalancano su una vita che magari inizia ad andarvi stretta.
Disfare la valigia al ritorno da un viaggio non è facile, per due ragioni.
La prima è che bisogna trovare un posto alle cose e molte di queste
magari non lo hanno più. La seconda sfida riguarda la tentazione della
procrastinazione quando si deve vuotare il bagaglio. Dunque,
approfittata del ritorno per fare spazio, per ripensare quel che si
vuole tenere e per lasciare quello che, durante il viaggio, vi siete
accorte non vi rappresenta più. Tutto ciò che entra (o torna) in casa
deve meritarsi il posto,
deve avere per noi un autentico valore, pratico o emotivo”, sottolinea
Toscani. “Se di ritorno da un viaggio teniamo qualcosa con poca
convinzione non va bene, perché inevitabilmente occuperà il nostro
spazio fisico e mentale. È importante quindi lasciar andare tutto ciò
che è superfluo o che percepiamo come cianfrusaglia e tenere a portata
di mano, o di occhio, tutto ciò che decidiamo di tenere e valorizzare e
che merita quindi un suo posto. Anche nel disfare le valigie ricordiamo
quindi la regola d’oro: un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo
posto. Per semplificare le cose, la valigia andrebbe preparata in modo
da facilitare il fatto di disfarla. Per esempio, dividete la biancheria
sporca in due sacchetti diversi (bianchi e colorati): una volta tolti
dalla valigia, sono già pronti per il lavaggio dedicato. Mentre la
lavatrice è in funzione, aggredite il resto del bagaglio. Svuotate
integralmente la valigia (che andrà ripulita e riposta) e lavorate per
“categorie”, partendo da quelle più grandi. Quindi, gli abiti vanno
gestiti prima delle scarpe, gli accessori prima degli articoli di
bellezza che richiedono un’attenzione più minuziosa: affrontarli con la
consapevolezza di avere finito rende tutto più semplice.