Alimentazione. Omega 3 e 6. Zinco, enzima Q10. Vitamine. Nutrienti
fondamentali per l'epidermide. E il pesce crudo funziona da antiage
SUSHI, sashimi, ma anche chirashi (pesce
servito sul riso in una scatola laccata o in una ciotola): insomma le
tante varietà giapponesi di servire il pesce crudo che, così, grazie
alla passione per la cucina del Sol Levante è ormai entrato nella nostra
alimentazione. D’altra parte, il pesce crudo lo conosciamo anche nella
dieta Mediterranea, con i carpacci, le tartare e i marinati. E gli
esperti concordano che, dal punto di vista
nutrizionale, può dare una
mano a una dieta equilibrata e ricca di nutrienti. Ma non solo. La
novità è che ha
anche una potenzialità antiage, aiuta la pelle a
difendersi dall’ossidazione che si traduce in rughe, opacità, perdita di
tono."Grazie alla
vitamina D (di cui è una delle poche fonti
alimentari) che, tra l’altro, contrasta le infiammazioni e di
conseguenza l’invecchiamento - dice
Massimo Cocchi,
docente di Biochimica della Nutrizione, università L.U.de.S. (Libera
università degli studi) HEI, Malta - ma, soprattutto, agli acidi grassi
polinsaturi
Omega 3. Si tratta di sostanze importanti
per la salute che però sono estremamente termolabili e per giunta sono
contenuti in percentuali più elevate proprio in alcuni dei pesci più
frequentemente consumati crudi, come salmone, tonno, alici".
Molti studi hanno dimostrato, tra l’altro, che l’assunzione in rapporto
ottimale di Omega 6 (presenti soprattutto negli oli vegetali) e di Omega
3 aiuta a controllare le infiammazioni, responsabili, tra l’altro,
dell’invecchiamento precoce, oltre a proteggere il sistema
cardiovascolare (la proporzione raccomandata è di circa 4 porzioni di
Omega 6 per ogni porzione di Omega 3). "Alcune ricerche condotte negli
Stati Uniti
hanno ipotizzato che gli Omega 3, in particolare,
contribuiscano a frenare l’accorciamento dei telomeri, i cappelli
protettivi situati in cima ai cromosomi che trasportano il Dna, che è
tra le cause della rapidità con la quale invecchiamo: più lento è il
rimpicciolimento dei telomeri, più a lungo rimaniamo giovani", osserva
Cocchi.
In particolare, gli Omega sono capaci di proteggere la nostra pelle,
l’organo che più visibilmente è testimone degli anni che passano:
"Questi acidi grassi essenziali sono precursori dei ceramidi, che sono
la base del cemento intercellulare (miscela di sostanze lipidiche e
cerose) e aiutano l’epidermide e il fusto dei capelli a mantenersi
compatti e ben idratati, proteggendoli così dalla secchezza e,
indirettamente, dal foto-invecchiamento», spiega il cosmetologo
Umberto Borellini, professore all’università di Pavia.
Altre preziose sostanze che si conservano integre nel pesce crudo sono
le vitamine termolabili, come gli
antiossidanti tocoferolo (vitamina E),
il coenzima Q10 e alcune vitamine del gruppo B, in particolare B2
(riboflavina), B8 (biotina) e B5 (acido pantotenico), importanti anche
per il ciclo vitale del capello, per il microcircolo e il metabolismo
(nonché l’elasticità) della pelle. Si preservano meglio anche i minerali
come zinco, rame e selenio, fondamentali per produrre enzimi e
antiossidanti endogeni, come la glutatione perossidasi e la superossido
dismutasi, capaci di contrastare l’invecchiamento. «Inoltre, nel pesce
crudo è interessante l’apporto di taurina, un amminoacido che, secondo
alcuni studi, condizionando positivamente il metabolismo degli
adipociti, può aiutare a controllare il peso, ovviamente nell’ambito di
una dieta sana e controllata in quantità e qualità", conclude Cocchi.