samedi 1 juillet 2017

Pentola bruciata, come fare



Pentola bruciata, come fare: consigli efficaci per eliminare lo strato di bruciato dal fondo di pentole e padelle così da evitare qualsiasi rischio legato alla potenziale tossicità.


E’ capitato a tutti, un attimo di distrazione e… gli alimenti che avevamo lasciato sul fuoco si sono dapprima disidratati e poi bruciati dando vita a uno strato di materia organica carbonizzata che ormai permane attaccato sul fondo della pentola.
Sappiate che quello strato di bruciato è tossico, quindi non potete continuare a usare la pentola in quello stato.
Qualsiasi cibo bruciato è tossico e fa male alla salute, quello che è rimasto attaccato sul fondo della pentola non fa eccezione. Gli alimenti bruciati danno vita a dei composti che possono avere un effetto cancerogenobruciato sul fondo della pentola non è igienico, non è sicuro e non consente una cottura ottimale degli alimenti.
sulla salute. In più lo strato di
Tornando all’effetto cancerogeno, un progetto portato a termine nel 2007 (Heat-Generated Food Toxicants: Identification, Characterization, and Risk Minimization) ha certificato che l’acrilamide espone a rischio cancro gli esseri umani.
L’acrilamide si forma a temperature elevate a partire da quei cibi ricchi di carboidrati e che contengono grassi e zuccheri riduttori. Non è quindi importante se la pentola bruciata è in acciaio o con rivestimento in ceramica: l’effetto nocivo è lo stesso.
Cosa fare se avete bruciato una pentola o padella? Di certo non potete continuare a usarla così! Vediamo come fare per ripristinare il vecchio splendore.

Pentola bruciata, come fare

Sì, è possibile eliminare lo strato bruciato che giace sul fondo della vostra pentola e potete farlo con tre tecniche differenti da impiegare nell’ordine in cui le descriveremo.
Pentola bruciata, come fare a ripulirla #1 

Riempite la pentola di aceto e mettetela a fuoco lento fino a ebollizione. Proseguite l’ebollizione fin quando noterete alcuni pezzi di bruciato venire in superficie. Spegnete il fuoco e, quando il liquido si sarà sufficientemente raffreddato, provate a tirare via il bruciato con una spatola da cucina o con una spugnetta vecchia.



Pentola bruciata, come fare a ripulirla #2 
Questo trucchetto è molto efficace perché sfrutta l’acidità di un ingrediente molto comune e facile da trovare…. la coca cola!
Tale metodo è stato provato da me in prima persona e funziona davvero! :) Non vi sto proponendo illusioni ma realmente la mia pentola in acciaio dal fondo bruciatissimo (almeno mezzo cm di sostanza bruciata e incrostata) è tornata come nuova.
Cosa vi occorre?
  • Coca cola
  • Spazzola a setole rigide
Questo rimedio sfrutta le proprietà disincrostanti della coca cola. Ricordatevi di usare una spazzola dall’impugnatura abbastanza lunga da arrivare al fondo della pentola in modo agevole.
Cosa fare?
  1. Accendete il fornello a fiamma bassa.
  2. Ricoprite le bruciature con della coca cola. Attenzione, non dovete esagerare con la coca cola ma metterne la quantità che basta per coprire il fondo della pentola bruciata.
  3. Spazzolate energicamente per circa 90 secondi e spegnete il fornello. Continuare a spazzolare e rimuovere la coca cola.
  4. A questo punto la pentola dovrebbe essere già pulita, in caso contrario ripetete l’intera procedura spingendovi a tempi di spazzolatura di 120 secondi.
  5. Al secondo trattamento anche le incrostazioni e le bruciature più ostinate saranno scomparse.

Pentola bruciata, come fare a ripulirla #3

Poiché prevede l’uso del detersivo abbiamo inserito questo trattamento come terza ipotesi. Avrete bisogno di un detersivo per piatti, bicarbonato di sodio e bitartrato di potassio (o idrogenotartrato di potassio). Il bitartrato di potassio è commercialmente conosciuto come cremor tartaro. Per l’impiego vi basterà unire due parti (uguali) di bicarbonato di sodio e cremor tartaro, aggiungere qualche goccia di detersivo e acqua bollente. Dovrete realizzare una pasta in grado di coprire l’intero fondo bruciato della pentola. Lasciate questa miscela a mollo per qualche minuto e infine spazzolate con una spazzola a setole rigide. Il bitartrato di potassio, in presenza d’acqua, provoca l’idrolisi del bicarbonato di sodio in una reazione che farà staccare il bruciato dal fondo della pentola.

vendredi 30 juin 2017

Ecco perché il cibo in aereo non ha gusto

Tutta colpa del rumore

 Avete notato come in aereo il cibo sembri insapore? Negli ultimi vent’anni molte compagnie aeree hanno assunto grandi chef e speso capitali per migliorare il gusto dei pranzi in prima e business class con risultati deludenti. Oggi, grazie a Charles Spencer, docente di Psicologia sperimentale all’Oxford University (Gran Bretagna) sappiamo perchè. Un suo studio ha scoperto che il rumore costante dei motori dell’aereomobile (80-85 decibel) riduce del 30 per cento la nostra sensibilità al dolce e al salato rispetto a quando siamo a terra. Secondo Spencer, il rumore dell’aereo alimenta la paura ancestrale dell’uomo emulando la situazione dei nostri antenati cavernicoli di fronte al ruggito di feroci predatori.

A 10.000 metri di quota l’unico gusto che migliora é l’umami, il «saporito», il quinto gusto (dopo dolce,
salato, aspro e amaro) definito nel 1908 dal scienziati giapponesi partendo dal glutamato di monosodio. L’umami é presente nel succo di pomodoro che, inconsciamente è da decenni una delle bevande più richieste durante i voli, anche grazie al ferro che contiene é considerato utile contro il jet-lag, lo sfasamentodell’orologio biologico provocato dall’attraversamento di molti fusi orari. Il succo di pomodoro è anche l’ingrediente del bloody mary, condito con Worcester sauce (ricchissima di umami): è di gran lunga l’aperitivo più bevuto in cielo.Secondo un’altra ricerca, di Peter Barnham docente di gastronomia molecolare alla Bristol University (sempre nel Regno Unito), l’appetibilità del cibo in volo è diminuita anche dalla bassa pressione e dalla soprattutto bassissima umidità dell’aria in cabina. In aereo l’umidità scende sotto il 10 per cento, come nei deserti più secchi del pianeta.


A seguito di queste ricerche è cominciata la gara delle compagnie per ridare gusto alle vivande. La Cathay Pacific di Hong Kong addiziona miele e succo di un frutto della famiglia dei lychee alla birra alla spina servita a bordo. Funziona, a 10.000 metri il liquido ambrato diventa più appetibile.

jeudi 29 juin 2017

Remise en forme: i fitness trend del 2017

Prima delle vacanze scatta la corsa in palestra. Yogalates, Booty Barre etc.: quest’anno ci si allenerà così



Remise en forme: è giunta l’ora.Finito l'inverno, è arrivato il momento di dare un calcio alla pigrizia pronti a fare il pieno di energia. Fare sport non è solo una questione di vanità ma anche di salute. L’offerta è ricca ergo tutti possono trovare una disciplina stimolante in grado di fornire lo sprint necessario per rimettersi in sesto fisicamente.


Remise en forme, le novità del fitness
Quando si parla di fitness è risaputo, anno dopo anno arrivano in Italia interessanti novità. Sono tante infatti le palestre dello stivale che, stando al passo con le mode lanciate in Uk o Usa, propongono a nuovi e vecchi iscritti i trend del momento.

Assault Air Bike: sì, pedalare

In molti non ne hanno mai sentito parlare ma l’Assault Air Bike è una delle ultime frontiere del fitness. Dimenticate le classiche bike da spinning. Non bisogna lasciarsi ingannare dal design minimalista. Questa macchina, adottata già dai centri Fitness First, permette di coinvolgere tanto la parte inferiore che quella superiore del corpo. Insieme o separatamente. Il risultato? Un allenamento cardiovascolare al top.


H2oSurFIT, l’allenamento sulla tavola da surf
C’è chi ama la palestra ma in molti preferiscono la piscina. Sono tanti i centri, come quelli della Virgine Active, che propongono corsi in piscina come Acqua Zumba o Acquacombat che riproduce i movimenti della kickboxing e ancora Hydrobike.
Una novità assoluta è però il H2oSurFIT disciplina che, tramite l’utilizzo di una tavola da surf galleggiante, permette di potenziare la muscolatura delle gambe, modellare i glutei e tonificare gli addominali eseguendo una sequenza di esercizi di fitness in equilibrio. Il tutto permette di mi­glio­ra­re la propria sta­bi­li­tà, la for­za e la re­si­sten­za.

Yogalates, i benefici dello Yoga combinati al Pilates

Se lo scorso anno abbiamo assistito al grande boom dello yoga, il 2017 non sarà da meno. Ebbene sì, questa disciplina ha la capacità di allenare il corpo, nutrire l’anima e calmare la mente. Da provare lo Yogalates, un sistema di esercizi che combina il meglio di Yoga e Pilates. Proprio così, ogni lezione, tra tonificazione e allungamento, regala un totalizzante senso di pace a armonia.


Booty Barre: tre discipline in un solo allenamento

Sono tante anche le lezioni ispirate alla danza. Un esempio? Arriva da Los Angeles la moda del Booty Barre, il corso di fusion ballet ideato da Tracey Mallet, famosa personal trainer delle star di Hollywood.

Come funziona? Si alternano movimenti ispirati alla danza a posizioni di Yoga alla sbarra ed esercizi di Pilates. Parliamo di un allenamento completo in quanto tonifica i muscoli e, allo stesso tempo, migliora la respirazione, rassoda gambe, addominali e glutei.

mercredi 28 juin 2017

Come vivere 10 anni di più

Un po’ di sport, buona tavola e tante abitudini piacevoli. Il decalogo scandinavo per rinviare l’invecchiamento. Quanto stiamo al mondo dipende al 75% da noi;

E così Marklund, con parole molto semplici ed esempi efficaci, ci prende per mano nel cammino verso la consapevolezza. Con una raccomandazione ovvia, ma responsabilizzante, all’ultima pagina: «Il libro è finito, ma il resto della tua vita è appena cominciato! Come scegli di viverlo? Adesso conosci ciò che può rallentare l’invecchiamento». La lezione preliminare, che le sottintende tutte, è una: il nostro nemico peggiore, nel quotidiano, è l’infiammazione, una minaccia subdola e costante che oltre a indebolirci, alla lunga fa ammalare i nostri organi vitali. Tutta colpa dei radicali liberi, che agiscono come predatori sulle cellule, danneggiandole. Uno stile di vita sano rafforza il nostro sistema immunitario, e li combatte. Gli alleati, però, sono tutti alla nostra portata: un po’ di ginnastica, frutta e verdura, anche il vino rosso!, le amicizie, dei buoni pensieri. Un manuale a prova di pigrizia. Anche perché in palio ci sono 10 anni da vivere in più. Chi non vorrebbe vivere dieci anni di più (e in salute)? E chi non vorrebbe scoprire come riuscirci? A dare le risposte è il saggio di un medico di Vänersborg, già caso editoriale in Svezia e ora in corso di traduzione in ventitré Paesi, compresa l’Italia, dove uscirà il 17 marzo con La nave di Teseo nella collana le Onde. La guida scandinava per vivere 10 anni di più (164 pp., 15 euro) del medico specializzato in salute pubblica Bertil Marklund, sembra replicare ai nostri «vorrei, ma non posso» con indicazioni concrete per migliorare il nostro stile di vita. Un tema non più trascurabile, visto che ormai gli studi sembrano convergere sulla stessa analisi: al netto di incidenti, terrorismo internazionale e calamità naturali, la durata della nostra vita è dettata per il 25 per cento dalla genetica e per il 75 per cento dallo stile di vita.


Movimento (e teniamo d’occhio il contapassi)

Chi non vorrebbe vivere dieci anni di più (e in salute)? E chi non vorrebbe scoprire come riuscirci? A dare le risposte è il saggio di un medico di Vänersborg, già caso editoriale in Svezia e ora in corso di traduzione in ventitré Paesi, compresa l’Italia, dove uscirà il 17 marzo con La nave di Teseo nella collana le Onde. La guida scandinava per vivere 10 anni di più (164 pp., 15 euro) del medico specializzato in salute pubblica Bertil Marklund, sembra replicare ai nostri «vorrei, ma non posso» con indicazioni concrete per migliorare il nostro stile di vita. Un tema non più trascurabile, visto che ormai gli studi sembrano convergere sulla stessa analisi: al netto di incidenti, terrorismo internazionale e calamità naturali, la durata della nostra vita è dettata per il 25 per cento dalla genetica e per il 75 per cento dallo stile di vita. 


Concediamoci relax (e impariamo a perdonare)

E se provassimo a rilassare le spalle? Va meglio, vero? Lo stress crea più danni del fumo (sprigiona adrenalina e cortisolo, aumenta radicali liberi e infiammazioni). Non c’è solo quello reale, dovuto a preoccupazioni, pensieri, piccole o grandi arrabbiature. C’è anche quello che creiamo quando immaginiamo uno scenario negativo. L’antidoto è racchiuso in questi infiniti: recuperare, respirare, perdonare e per-donarsi, ridurre le aspettative. E, talvolta, rendersi irraggiungibili.



Sonno: bastano sette ore. E un pisolino

Il sonno è la nostra più importante fonte di recupero delle energie. Purché non venga interrotto. Una buona dormita, in media, è di 7 ore. Un pisolino dopo pranzo di 20 minuti, da solo, riduce del 40% il rischio di problemi cardiaci (ma in pochi se lo possono permettere). Tra le buone abitudini che agevolano un sonno davvero ristoratore c’è quella di andare a dormire e svegliarsi alla stessa ora. E poi i riti: metter via smartphone e tablet, fare in modo di resta-re al buio. Attenti a caffeina e alcol!



Sole, basta una tintarella da giardinaggio

Il sole è importante perché ci «regala» la vitamina D, che rinforza il sistema immunitario, contribuisce ad attenuare le infiammazioni, ci protegge da vari tipi di cancro, dalla sclerosi, dalla depressione, da malattie reumatiche e osteoporosi. Certo, non vale fare una indigestione di raggi ultravioletti dal 15 luglio al 15 agosto. Per fare una buona scorta di vitamina D nei mesi estivi è sufficiente lavorare in giardino, fare una passeggiata con degli shorts: sono sufficienti 15-20 minuti senza protezione.


Alimentazione: l’arcobaleno nel piatto

Esistono alimenti che rafforzano le nostre difese immunitarie e proteggono, o guariscono, dalle infiammazioni. Sono gli antiossidanti, gli Omega-3 e Omega-6, i cibi a basso indice glicemico, fibre e probiotici. Gli antiossidanti sono nelle bacche e nella frutta; gli Omega-3 in alcuni tipi di pesce e crostacei. La carne è meglio limitarla (e preferibilmente bianca). Evitare i cibi precotti. Per essere sicuri di aver assunto tutto quello che ci fa bene, pensiamo a un arcobaleno nel piatto.


Bere tanta acqua, 4 caffè e un po’ di rosso

Che l’acqua sia la nostra migliore amica (almeno un litro e mezzo al giorno) lo sapevamo. Ma sapevamo che pure 3-4 tazze di caffè quotidiane hanno il loro effetto positivo sulla salute? Studi dimostrano che il caffè diminuisce il rischio di diabete, di ictus e di Alzheimer. Il tè contiene antiossidanti, come il mate (che non ha caffeina, ed è un vantaggio). Meglio il vino rosso del bianco (ma non più di 14 bicchieri alla settimana per gli uomini e 9 per le donne): riduce il rischio di diabete.


Il giusto peso (è una questione di centimetri)

La buona notizia è che non bisogna essere per forza magri. Per evitare il sovrappeso, però, dobbiamo tenere d’occhio la bilancia. Ci deve preoccupare non tanto una «ciccia» ben distribuita, ma un accumulo sul girovita. Per misurarlo basta sdraiarsi su un tappeto a pancia in su e con un righello misurare la distanza dal suolo all’altezza dell’ombelico; se è inferiore a 22 cm per gli uomini e 20 per le donne va tutto bene. L’ideale è il digiuno breve: niente ci-bo dalle 18 alle 12 del giorno dopo.


Bocca sana: denti e gengive, la regola del 2

La bocca si presta a ospitare infiammazioni croniche, per la gioia dei batteri che si nascondono nelle «tasche» delle gengive. Secondo alcuni calcoli, avere gengive sane può allungare la vita di oltre sei anni. Dunque, non dimentichiamo la regola del due: spazzolare i denti con due cm di dentifricio al fluoro per almeno due minuti due volte al giorno. E teniamo a mente che ogni volta che mangiamo zuccheri, tanti o pochi, resta un periodo di acidità in bocca di 30 minuti: causa carie e infiammazioni.


Ottimismo: sempre meglio riderci sopra

È ora di smetterla di vedere nero: gli ottimisti vivono più a lungo dei pessimisti e, secondo alcune ricerche, il «più a lungo» può arrivare a 7 anni. Come è possibile? Beh, l’ottimista pensa alle soluzioni, il pessimista rimugina sui problemi. Si può cambiare? Sì, basta volerlo. Creando, per esempio, modelli positivi dentro di noi, immagini di cui essere grati e di cui godere. E ricordiamoci che ridere aumenta le endorfine, i neurotrasmettitori del piacere.

Amici e famiglia, un toccasana per la salute

L’uomo è un animale sociale. La solitudine va bene se è una scelta consapevole, ma niente è fortificante come sentirsi benvoluti da familiari, amici, colleghi. E in questo bisogna prendersi un po’ di responsabilità e dedicarsi alla qualità delle nostre relazioni. Poiché è certificato che si guarisce più in fretta quando siamo circondati da chi ci vuole bene. Chi vive solo ha un rischio più elevato di morire di ictus. E il rischio di ammalarsi di Alzheimer, invece, è doppio in chi si sente solo.


mardi 27 juin 2017

Bottoni: come attaccarli. Metodo e piccoli trucchi

Imparare ad attaccare i bottoni non è poi così complesso. Vi do qualche consiglio utile e semplice da mettere in pratica





BOTTONI STACCATI E CIONDOLANTI, ADDIO!
Un tempo le nostre mamme e ancor più le nostre nonne sapevano fare un po’ tutto. Oggi invece sono sempre meno le giovani donne in grado di occuparsi a 360 gradi della gestione domestica. Questa include tante capacità oltre al pulire e al cucinare, come ad esempio cucire e saper effettuare piccole riparazioni. A volte anche dei bottoni ciondolanti possono creare difficoltà e far balenare subito in mente l’idea di ricorrere ad una sarta. In verità imparare ad attaccare i bottoni non è poi così complesso e di seguito vi daremo qualche consiglio utile e semplice da mettere in pratica.

ATTACCARE I BOTTONI: COME INIZIARE

Prima di iniziare la nostra “operazione bottone”, procuriamoci un ditale, un ago delle dimensioni appropriate e un filo dello stesso colore del tessuto su cui andremo ad attaccare i bottoni. Segniamo il punto esatto in cui il bottone dovrà essere applicato. E, dal rovescio della stoffa, fermiamo con un piccolo nodo od un puntino il filo al tessuto.

L’IMPORTANZA DELLA CUCITURA E DEL “GAMBO”

A questo punto possiamo iniziare a passare il filo al dritto della stoffa, infilandolo in uno dei fori del bottone per poi tornare sul rovescio attraverso un altro foro e così via. Attenzione però a non far tendere il filo. Bisogna lasciare fra i bottoni e la stoffa un piccolo “gambo” così che, restando leggermente scostati dal tessuto, una volta abbottonati non tireranno. Per fare ciò, prima di passare il filo al rovescio della stoffa per fermarlo, sarà bene fare 4/5 giri intorno al “gambo”. Oppure tenere sul bottone uno spillo prima di iniziare a cucire, per poi sfilarlo alla fine. Lo spessore dello spillo avrà prodotto automaticamente il “gambo”.

ALTRI PICCOLI TRUCCHI PER ATTACCARE I BOTTONI

I bottoni vanno sempre attaccati con un filo robusto e, se la stoffa è leggera o delicata, sarà bene rinforzala sul rovescio con un piccolo pezzettino di tessuto o fodera dello stesso colore. Sui cappotti, invece, sarà bene attaccare i grandi bottoni cucendone uno piccolo in corrispondenza sul rovescio.

REGOLE DI CUCITURA DEL BOTTONE

Non c’è una regola fissa per attaccare un bottone a quattro fori. Si può cucire con punti incrociati, paralleli o a quadrato. L’importante è che i bottoni dello stesso capo siano tutti attaccati allo stesso modo. Se il bottone è senza buchi, ma con gambo in metallo, va invece fissato in maniera molto aderente alla stoffa.

samedi 24 juin 2017

Cibo e cervello: cosa mangiare per mantenere la lucidità

Alcuni alimenti aiutano a concentrarsi, ricordare, e combattere la degenerazione cellulare


Cibo e cervello. Lucidità, capacità di concentrazione, memoria, intelligenza. Ci sono degli alimenti che contribuiscono al benessere cerebrale, ottimizzando le prestazioni intellettive e combattendo la degenerazione cellulare che si verifica con l’età. Cibo per il cervello, che la nutrizionista Cassandra Barnes identifica in particolar modo con questi cinque.


Cibo e cervello: cioccolato fondente

Ottima notizia: il cibo per il cervello non è né noioso, né restrittivo. Il cioccolato è infatti uno degli alimenti benefici per le capacità cerebrali. Ma attenzione, parliamo di cioccolato fondente almeno al 70%, non delle barrette commerciali tutte zuccheri e grassi. Il cacao è ricco di flavonoidi, potenti antiossidanti che diverse ricerche associano alla prevenzione di malattie degenerative. Inoltre il cioccolato è ricco di minerali (magnesio, zinco, ferro) che giocano un ruolo importante nella salute del sistema nervoso
.

Cibo e cervello. Uova

Le uova, e specialmente gli albumi, sono ricche di sostanze benefiche per il sistema nervoso. In particolare la colina, enzima a volte indicato come vitamina J. Essa è associata alla capacità di apprendimento e di memorizzazione.

Salmone
I pesci grassi sono ricchi di omega 3, e in particolare il salmone. Questa sostanza è stata indicata da molte ricerche come un importantissimo elemento corroborante per il cervello. In particolare contribuisce alla memoria e combatte la degenerazione cellulare. Inoltre il salmone è ricco di vitamina B12, essenziale per la salute e il funzionamento neuronale.


Semi di zucca
Dopo 3 tipi di cibo per il cervello allettanti, arrivano i semi di zucca a far scemare l’entusiasmo? Errore, i semi sono ottimi tostati e aggiunti alle insalate, oppure utilizzati per arricchire yogurt, dolci ma anche zuppe e piatti salati. Fidatevi dei semi di zucca perché sono una miniera di zinco, fondamentale per le funzioni cognitive.
Alghe

Un altro cibo per il cervello che può far arricciare il naso ai più tradizionalisti della cucina. Le alghe sono un vero e proprio super cibo, ricchissime di iodio e quindi utili per la salute del sistema nervoso. Sono inoltre una miniera di zinco che, come accennato è importante per funzioni come pensare, imparare, fare ragionamenti.

jeudi 22 juin 2017

70 anni e un cuore da trentenni? Ecco 7 regole per riuscirci

Seguire alla lettera la regola dei Life’s Simple 7 accresce la probabilità di mantenere in salute i vasi sanguigni anche con il sopraggiungere dell’età avanzata


Non sono tanto i fattori genetici a determinare l’invecchiamento del sistema cardiovascolare, quanto alcune abitudini di vita riconducibili a esercizio fisico, alimentazione, fuga dai vizi e mantenimento di una buona forma fisica in generale. Questo significa che superare i 70 anni e avere un cuore da trentenni è possibile, anche se richiede una buona dose di impegno e di sacrifici. È il messaggio che emerge da una recente ricerca apparsa sulla rivista dell’American Heart Association Hypertension che, dati alla mano, fa riferimento a sette regole d’oro da seguire per mantenere un sistema vascolare giovane e sano anche in età avanzata.

Vivere all’«occidentale» ostacola il cuore
Oltre 3 mila adulti over 50 in buone condizioni di salute sono stati presi in esame dalla ricerca, che ne ha valutato la condizione cardiovascolare sulla base della pressione sanguigna e della pulse-wave velocity – o velocità dell’onda di polso – un indice usato in cardiologia per misurare la rigidità dei vasi sanguigni e quindi il loro stato di salute. Ne è emerso che soltanto il 30% dei partecipanti di età compresa tra i 50 e i 60 anni dimostrava avere un sistema cardiovascolare realmente «giovane» e paragonabile a quello di una persona di 30 anni o meno.

Questa percentuale si riduceva all’1% nelle persone al di sopra dei 70 anni. «La cultura occidentale che include una dieta poco sana e uno stile di vita sedentario rappresenta un ostacolo al mantenimento di vasi sanguigni sani» è il commento dell’autore dello studio Teemu Niiranen della Boston University School of Medicine.

Vivere a lungo con i «Life’s Simple 7»
Il ricercatore sottolinea come i fattori che più incidono sulla «vecchiaia» vascolare sono il mantenimento del peso forma, il ridotto indice di massa corporea e il fatto di non avere il diabete. A questi si unisce il fatto di avere ridotti livelli di colesterolo nel sangue. Secondo i risultati dello studio, quindi, le raccomandazioni da seguire per mantenere un cuore giovane si sposano perfettamente con i «Life’s Simple 7» dall’American Heart Association, cioè le sette raccomandazioni d’oro per la salute cardiaca diffuse dall’associazione statunitense che consistono nel: mantenere la pressione sanguigna nella norma, mantenere il colesterolo basso, mantenere bassa la glicemia, mangiare sano, perdere peso, mantenersi fisicamente attivi e smettere di fumare.


Sposare 6 di queste 7 regole – secondo gli esperti statunitensi – significa avere una probabilità 10 volte maggiore di avere un cuore giovane rispetto a una persona che non segue nessuno di questi consigli. «Sfortunatamente, non esiste ancora una pillola magica che consenta di ottenere un sano invecchiamento vascolare. Seguire alla lettera i Life’s Simple 7 accresce la probabilità di mantenere in salute i vasi sanguigni anche con il sopraggiungere dell’età avanzata» ha spiegato ancora Niiranen. E avere vasi sanguigni giovani significa vivere meglio e più a lungo, abbattendo del 55% il rischio di infarti e ictus a ogni età.

Salute e bellezza con l’aceto di mele