samedi 8 juillet 2017

Come combattere il caldo col cibo: 10 alimenti che abbassano la temperatura corporea

La dieta è fondamentale per combattere l'afa estiva: alcuni cibi infatti funzionano da termoregolatori per il nostro corpo. I consigli dela Società italiana di scienza dell'alimentazione


Non basta accendere il condizionatore tutto il giorno, rinfrescarsi al mare o fare una doccia ghiacciata per sfuggire al caldo soffocante di questi giorni? Allora l’unico rimedio è fare attenzione a quello che mangiamo. Esistono infatti degli alimenti capaci di far abbassare la temperatura del nostro corpo e regalarci una sensazione di benessere anche se la colonnina di mercurio sfiora i 40 gradi. Ecco quali sono i cibi anti-caldo

Sogliola. Il pesce d’estate non può mancare ma dobbiamo stare attenti a non scegliere quelli con troppi grassi. Meglio evitare salmone o sgombro e puntare sulla sogliola. Contiene 80 calorie per 100 grammi ed è ideale per piccoli e grandi. Cucinata al vapore fornisce tutte le proteine di cui abbiamo bisogno senza appesantirci. Altri pesci da consumare d’estate secondo Andrea Ghiselli dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Crea) sono il merluzzo e il rombo: “È importante però stare attenti anche la modalità di preparazione. È inutile mangiare una sogliola se poi la cuciniamo fritta. I condimenti pesanti, poi, sono quelli che incidono di più sulla digestione e quindi sulla produzione di calore del nostro corpo”.

Pesce spada. Più grasso della sogliola, contiene 121 calorie su 100 grammi, è
comunque un cibo ottimo da mangiare anche con le alte temperature. Le sue carni sono ricche di proteine e di vitamine B12, B6, di fosforo e selenio.




Palombo. È un pesce poco conosciuto ma ottimo d’estate. Contiene iodio, fosforo, calcio, proteine e vitamine A e PP. È povero di carboidrati e grassi ed ha solo 80 calorie per 100 grammi



Pollo. È la scelta migliore per rimanere leggeri senza rinunciare al gusto. Il pollo e in generale le carni
bianche contengono proteine e ferro ma non hanno tanti grassi. “Sono più magre di quelle rosse se togliamo loro la pelle”, afferma Ghiselli. Il pollo, in particolare, ha solo 110 calorie per 100 grammi.




Anguria. Quando si dice estate, si pensa all'anguria (o cocomero). È composto per il 95 per cento da acqua ma contiene anche carotenoidi (antiossidanti),
vitamine A, B, B6, C, potassio, magnesio e fruttosio. Ci sazia e ci idrata allo stesso tempo senza farci ingrassare: è anche un ottimo alleato contro l’ipertensione e la ritenzione idrica. “E’ il frutto migliore in questa stagione ma non dobbiamo mangiare solo questo: anche l’uva è ottima quando fa caldo. La prerogativa della frutta è quella di essere ricca di acqua e di fibre. Riempie lo stomaco e ha pochissime calorie”, continua Ghiselli.
Melone. Come l’anguria, è ricco di acqua, circa il 90 per cento, e povero di calorie (48 calorie su 100 grammi). Contiene anche fosforo, calcio, vitamina A, vitamina C, potassio.
Pesca. Altro frutto da consumare in grandi quantità è la pesca. Per l’87 per cento è fatta di acqua, ma è ricca anche di vitamina C, provitamina A, potassio, ferro, calcio, fosfato e beta carotene. Rinfresca, tonifica, rinforza denti e ossa e protegge la pelle. Cento grammi di pesca contengono inoltre 40 calorie.


Cetriolo. Ha solo 10 calorie per 100 grammi ed è ricco di acido tartarico, una sostanza che impedisce ai
carboidrati che ingeriamo di trasformarsi in grassi. E’ quindi un ottimo alleato di chi è a dieta. Rende la pellepiù elastica ed è un buon diuretico.






Zucchine. Altra verdura rinfrescante è la zucchina. Contiene acqua per il 95 per cento, ha solo 15 calorie per 100 grammi ed è ricca di minerali come
potassio, ferro, calcio e fosforo, e vitamine A e C. Ha una azione diuretica e disintossicante. “Dobbiamo avere una alimentazione varia e mangiare tutte le verdure di stagione come il pomodoro ma anche i peperoni e melanzane”, consiglia Ghiselli.


Menta. Con un bicchiere di acqua e menta e sentiremo subito meno caldo. E’ utile anche per mal di testa, contro le gastriti, i crampi dello stomaco e le
coliti. D’estate è bene ricordarlo, dovremmo bere almeno un litro e mezzo d’acqua per reidratare i liquidi che perdiamo. Meglio ingerire acqua ad una temperatura di 10-15 gradi e non quella ghiacciata del frigo che produce nel nostro corpo una vasodilatazione: ci fa sudare e perdiamo subito i liquidi appena assunti.



Altri consigli. Sembrerà un paradosso eppure bere bevande calde in estate ci aiuta a sopportare il caldo. La nostra lingua è ricoperta da recettori che trasmettono impulsi al cervello. Bevendo tè caldo, la temperatura corporea si alza e inizieremo a sudare. Espellendo liquidi, ci rinfrescheremo immediatamente. Da evitare, invece, sono gli alcolici: “Cerchiamo di non bere vino o birra nelle ore calde”, afferma Ghiselli. No anche a bevande zuccherate, a fritti e ad insaccati. “In generale la regola da seguire è quella di diminuire la quantità di cibo. Non dobbiamo produrre energia per riscaldarci come d’inverno e quindi abbiamo bisogno di meno calorie. Bisogna ridurre in maniera proporzionata grassi, proteine e carboidrati. Questi ultimi però sono quelli che producono meno calore dopo la digestione”, spiega Ghiselli. Anche i dolci vanno assunti con moderazione: “Sono ricchi di grassi e quindi pesanti: è bene limitare il consumo a qualche biscotto la mattina o al gelato come sostituto di un pasto”. Stessa cosa per i formaggi: “Una fettina di mozzarella con i pomodori non fa male, ma meglio non mangiare formaggi come il gorgonzola”.

vendredi 7 juillet 2017

Karkadè, il tè rosso del deserto

L’infuso di fiori di ibisco consumato in Egitto per contrastare il caldo: le proprietà


Originaria dell’Africa tropicale, la pianta di karkadè è stata introdotta in diverse regioni tropicali perché necessita di poca acqua e poche cure, prediligendo le zone dal clima caldo. Tipica bevanda egiziana, è diffusa anche in Siria e in Thailandia. La parola karkadè deriva dal nome karkadeb con cui la pianta è chiamata nel dialetto Tacruri, in Etiopia. 

Conosciuta anche come "tè rosso", il karkadè viene consumato in Egitto sia caldo che freddo per le sue prorietà dissetanti e rinfrescanti. È per questo motivo che non è raro che gli africani tengano in bocca un fiore secco di ibisco durante i lunghi viaggi. I fiori hanno un colore rosso o verde e per la bevenda se ne utilizzano i calici. La varietà a calice rosso è diffusa in medicina, mentre quella a calice verde in cucina per acidificare i piatti a base di miglio e di riso. In Egitto viene anche preparato come decotto per le sue proprietà antisettiche. Non contiene caffeina e regolarizza la funzionalità epatica.
 
KARKADE’: I BENEFICI DI UN FIORE
L’Hibiscus sabdariffa è una pianta della famiglia delle Malvaceae, ricca di polifenoli e ampiamente utilizzata anche in caso di mal di gola, ipertensione, tosse e raffreddore. Dall'infusione dei petali secchi dei fiori di ibisco si ottiene una bevanda dal gusto leggermente acidulo, simile a quello dle mirtillo. 


Oltre agli acidi organici, il karkadè contiene una buona dose di  vitamina C. E’ dunque apprezzato per le proprietà vasoprotettive e regolatrici per la pressione sanguigna. Essendo una malvacea contiene mucillagini che esercitano un’azione lenitiva e protettiva sui tessuti interni dell’organismo.

Ecco come preparare un infuso di karkadè
 
Ingredienti
1 cucchiaio raso di karkadè
1 tazza d’acqua 
 
Far bollire una tazza di acqua. Versare i fiori nell’acqua bollente, e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare l’infuso e berlo caldo o freddo.

jeudi 6 juillet 2017

Fastidiose zanzare: come combatterle

Come ogni anno la Vape Foundation ci fornisce preziosi consigli per contrastare la presenza delle fastidiose zanzare


UN’ESTATE SENZA LE FASTIDIOSE ZANZARE

Un’estate senza essere disturbato dalle fastidiose zanzare sempre presenti nell’aria è il sogno di moltissime persone. A parte rare eccezioni, infatti, quasi tutti subiscono l’attacco di questi sgradevoli insetti, che non risparmiano ad adulti e bambini le loro punture. Dopo una giornata di sole e mare, non c’è niente di meglio che godersi una bella serata all’aria aperta. Oppure, per chi resta in città partecipare ai classici eventi estivi come concerti, passeggiate al parco, fiere, etc. O semplicemente rilassarsi nel giardino della propria casa, in balcone o in terrazzo. Spesso però questi piacevoli momenti sono disturbati dall’inevitabile attacco delle nemiche alate…

LA VAPE FOUNDATION CONTRO LE FASTIDIOSE ZANZARE

Per liberarci o almeno contrastare l’azione delle fastidiose zanzare, riparte anche quest’anno la stagione dei servizi Vape Foundation. Una serie di strumenti a disposizione dei cittadini per lenire i disagi arrecati dagli insetti. Fra questi, i principali sono: il Bollettino Zanzare, il Meteo Zanzare e il Bollettino del Viaggiatore.
Il Bollettino Zanzare è uno strumento in grado di fornire previsioni e aggiornamenti sull’intensità dell’infestazione e sul tipo di zanzara presente in ogni regione. In più, offre informazioni sull’andamento delle precipitazioni e della temperatura in Italia e in Europa durante l’estate. Il Meteo Zanzare informa gli utenti sulla presenza delle zanzare in tutta Italia. I dati sono aggiornati ogni settimana e per l’intera durata
dell’estate. Il Bollettino del Viaggiatore, con cadenza mensile, è infine focalizzato su eventuali anomalie climatiche o particolari allerte zanzara in quelle zone del mondo che spesso rappresentano fantastiche mete di viaggio. Fornisce le previsioni e tutti i suggerimenti pratici per i viaggiatori diretti in quelle aree geografiche.

LA SITUAZIONE DELL’ESTATE 2017

Claudio Venturelli, entomologo e membro del comitato scientifico di Vape Foundation, ha inoltre dfornito un quadro generale sull’anno in corso. L’inizio del 2017 è stato caratterizzato da temperature record, con un indice di calore insolito. Questo repentino innalzamento delle temperature stagionali aveva lasciato presagire un anticipo per i picchi di infestazione delle fastidiose zanzare.
Fortunatamente il pericolo è stato sventato per via dell’improvvisa instabilità metereologica che ha caratterizzato il mese di Aprile. Ciò nonostante, il ciclo di sviluppo delle zanzare, non ha subito una vera battuta d’arresto. Alle condizioni attuali, si può prevedere che il picco dell’infestazione colpirà il nostro Paese dopo il 15 di luglio. Ma ciò non significa che non sia necessario adottare le giuste misure anche nelle settimane precedenti. Le zanzare, infatti, complici le alte temperature attuali, hanno già cominciato a colonizzare i pozzetti stradali e i ristagni d’acqua.


mercredi 5 juillet 2017

Come preparare la pelle per il sole



Scrub leviganti, idratazione in&out, cibi ricchi di vitamina A, integratori che agiscono come scudo rinforzante per la pelle. Sono solo alcuni dei consigli per mettere a punto una strategia preventiva di difesa dai raggi solari, da iniziare subito per non trovarsi impreparate in spiaggia e sotto il sole

L’anguria è l’alimento scelto dalle coreane per salvaguardare la pelle in estate.  perché ricco di antiossidanti e in particolare licopene, ottima arma contro i radicali liberi. Per la nutrizionista Annamaria Acquaviva, invece, uno smoothie a base di carote, melone, pesche, fragole, prugne e yogurt è il mix ideale, perfetto se trasformato in smoothie, per rinforzare la pelle prima dell’esposizione al sole, perché ottima fonte di rame,
quercitina e acido alleagico, ottimi antiossidanti. Pare che il benessere della pelle, dunque, possa stare anche in un bicchiere. Ma non solo: questo è il momento ideale per mettere a punto un piano di preparazione della pelle al sole, con una strategia da attuare su più fronti, cominciando da un delicato scrub della pelle, di viso e corpo.


SCRUB

Primo passaggio per una pelle luminosa e più ricettiva, oltre che più protetta sotto i raggi del sole. Esfoliare la pelle significa ridarle morbidezza e splendore, rinnovando il colorito e affinandone la grana. Si dovrebbe procedere almeno due volte a settimana, soprattutto in estate. La pelle liberata dalle impurità, infatti, è più ricettiva e rende il colorito e l’abbronzatura più omogenei. Anche se si fatica a crederlo poiché la sensazione è che l’abrasione “cancelli” il colorito. In realtà l’abbronzatura non riguarda solo lo strato superficiale della pelle ma parte dagli strati più profondi: dunque eliminare le cellule morte di superficie fa risaltare il colorito.

DRATARE

Se hai in programma di passare molto tempo in spiaggia, è più che mai importante preparare la pelle nei giorni che precedono la partenza. Una pelle adeguatamente idratata è meno soggetta alle scottature, e screpolature. La ragione? Più la pelle riesce a mantenere il suo livello di idratazione, meglio riesce a espletare la sua funzione di barriera. Senza un’idratazione ottimale, l’elasticità della pelle e la funzione barriera iniziano a indebolirsi»
IDRATAZIONE IN & OUT


Il principale accorgimento è quello di idratare abbondantemente la pelle, in superficie con creme o altri prodotti protettivi e, dall’interno, bevendo da 1,5 a 2 litri di acqua. Afferma la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa: «Tanto più se ci esponiamo per la prima volta al sole è importante idratare la pelle con creme lenitive e decongestionanti che abbiano anche un’azione ricostituente. Ma è molto importante anche l’idratazione interna che avviene principalmente attraverso l’acqua. I sali minerali, infatti, sono idratanti, antiossidanti e aiutano a livello di metabolismo l’energia cellulare. Sodio, magnesio e potassio sono tra le fonti principali di energia per la pelle ma anche per tutto il nostro corpo. Reintegrarli è fondamentale tanto più se pensiamo che, già in condizioni normali, perdiamo 600 cc di acqua ogni giorno».


ACIDO IALURONICO
«L'acido ialuronico si è rivelato benefico in forma dermocosmetica – sostiene la dott.ssa Chiara Sormani, Direttore di HCS High Cosmetic Solution -. Infatti esercita una significativa azione umettante sull'epidermide, contrastandone la disidratazione e creando un ambiente favorevole alla riattivazione della sua funzionalità. Gli studi confermano che l'acido ialuronico, grazie alla sua capacità di legare le molecole di acqua, svolge una forte azione idratante nei tessuti ed è quindi in grado di riattivare la funzionalità cellulare stimolando la produzione di nuovo collagene, aiutando anche a meglio connettere gli strati del derma tra di loro. Le texture che contengono questo ingrediente permettono alla pelle di trattenere più acqua rispetto a quelle che contengono olii – comunque molto emollienti ma non idratanti».


ALIMENTAZIONE

Una buona alimentazione aiuta a difendere la pelle dagli effetti nocivi del sole, soprattutto quella basata sul consumo di cibi ricchi in vitamina A che favorisce la produzione di melanina nell’epidermide e stimola la rigenerazione cellulare. Perché un colorito sano e radioso dipende molto anche da quello che mangiamo e frutta e verdura, in tal senso, rivestono un ruolo di primo piano. Carote e albicocche, meloni e ciliegie sono solo alcuni dei cibi che entrano nella speciale classifica degli abbronzanti naturali in grado di “catturare” i raggi del sole e garantire una tintarella che “arriva da dentro”, oltre a soddisfare molteplici altre esigenze: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con la traspirazione, riforniscono di vitamine la pelle e di fibre l’intestino, ma soprattutto si oppongono all'azione dei radicali liberi prodotti nell'organismo dall'esposizione al sole, nel modo più naturale e appetitoso possibile.

L’IMPORTANZA DEL BETACAROTENE


Non sviluppa l’abbronzatura, come erroneamente si pensa, ma è un utile alleato della stessa: «Il segreto per un’abbronzatura perfetta è una dieta ricca di pesche, pomodori, carote, albicocche, meloni e limoni che favoriscono proprio la produzione di betacarotene, che alza le difese della pelle sotto il sole. Sì anche all’ananas: contiene bromelina, con proprietà antinfiammatorie e utile in caso di eritemi solari o scottature», spiega il prof. Antonino Di Pietro dal sito Isplad (International Society of Plastic-Regenerative and Oncologic Dermatology, di cui è Presidente.
LO SMOOTHIE IDEALE
«La frutta di stagione con colore rosso, giallo, arancio - come carote, pesche, melone - è ricca di carotenoidi, utili per preparare la pelle al sole, precursori della vitamina A. Per favorire l’assimilazione di questa vitamina liposolubile che apporta benefici all’epidermide e favorisce l’abbronzatura, è bene abbinarla a un componente lipidico, come lo yogurt», spiega la nutrizionista Annamaria Acquaviva.


CAMBIARE LA CREMA VISO?
«In estate cambiano le caratteristiche della pelle che è più idratata spontaneamente poiché aumenta la perspiratio insensibilis, una sorta di evaporazione che abbiamo in tutto il corpo, quindi più acqua arriva in superficie – spiega la dermatologa dott.ssa Maria Rosa Gaviglio - . In estate la pelle si disidrata meno e può dunque essere trattata con idratanti sicuramente più leggeri, più fluidi e talvolta anche solo con il siero, da applicare mattina e sera. Di contro, la pelle in estate produce più radicali liberi, perché più fotoesposta rispetto all’inverno, quindi più sostanze ossidative che si accumulano nelle cellule e anche più probabilità di irritazione da fattori estrinseci. Quindi sì, la pelle in estate ha, mista, grassa o secca non importa, esigenze diverse e di solito si tende a scegliere un prodotto più leggero, più fluido, in texture gelificata perché si asciuga subito e non dà la sensazione di accentuare la sudorazione, magari associandolo a crema con molta vitamina E».
QUALI INGREDIENTI SCEGLIERE IN ESTATE?
«Sicuramente quelli con acido ialuronico, vitamina E e C, principi aminoacidici per sintetizzare gli zuccheri che si trovano nelle cellule, floretina, acido ferulico, tutte sostanze dall’azione anti-ossidante importante che preservano dal fotodanneggiamento e dall’accumulo di radicali liberi intracellulari», spiega ancora la dott.ssa Gaviglio.

ACNE E SOLE
Quanto vanno d’accordo, in realtà? Il sole in apparenza asciuga la pelle, ma d’altra parte la rende più spessa, impedendo al sebo di uscire e causando l’effetto rebound, ovvero un accentuarsi dell’acne nel periodo post vacanza. Conseguentemente, chi ha problemi di pelle grassa e a tendenza acneica, dopo un miglioramento iniziale, si ritrova nella condizione di partenza. Ci sono poi alcuni raggi solari, gli UVA, che hanno un effetto antinfiammatorio, mentre ce ne sono altri, gli UVB, che favoriscono le infiammazioni e quindi “accendono” i brufoli. L'ideale sarebbe usare sempre prodotti solari specifici, non comedogenici, per la pelle acneica, con un adeguato sistema filtrante, ovvero che blocchino i raggi nocivi permettendo un colorito gradevole e uniforme (non nascondiamoci, l’abbronzatura aiuta a camuffare le lesioni acneiche!), ma senza provocare macchie né scottature.



INTEGRATORI SOLARI

Almeno un mese prima dell'esposizione al sole assumere degli integratori solari, prodotti che agiscono su due fronti: da un lato, apportano all’organismo un surplus di sostanze antiossidanti indispensabili per rinforzare dall’interno le difese della pelle nei confronti dei radicali liberi, dall’altro, stimolano la formazione della melanina per un’abbronzatura più rapida, intensa e duratura.

mardi 4 juillet 2017

Insonnia, l’dentikit delle persone che potrebbero soffrirne

Non si può vivere senza dormire: gli studi scientifici a disposizione testimoniano con sempre maggiore efficacia come una mancanza di sonno si traduca nello sviluppo di numerosi disturbi metabolici e funzionali.  

Quante ore di sonno sono necessarie  

La necessità del sonno varia in base all’età: i neonati dormono per gran parte della giornata, i bambini in età prescolare 12 ore in media e fino all’adolescenza il sonno dovrebbe occupare circa il 40% della giornata. Nella vita adulta il bisogno di dormire si stabilizza sulle 7-8 ore per notte e tale necessità tende a diminuire fisiologicamente durante la vecchiaia. È bene precisare in ogni caso, che le esigenze di sonno sono variabili da persona a persona: ad alcune basta dormire 4-5 ore per notte ad altre ne servono 9-10.


Insonnia: disturbo del sonno più diffuso al mondo  
Non riuscire a riposare bene di notte, essere insonni, ha importanti ripercussioni sulla vita quotidiana poiché calano l’attenzione, i riflessi, ne risente la produttività (scolastica e lavorativa) e l’umore. L’insonnia è il disturbo del sonno più diffuso al mondo: si stima che ne soffrano da un quarto a un terzo della popolazione mondiale, anche se solo il 10% dei pazienti affetti ha bisogno di specifica terapia.

La tipologia delle persone più vulnerabili  
Il disturbo prevale nel sesso femminile ed è legato all’avanzare dell’età: nelle donne è più frequente con l’inizio della menopausa e dopo i 65 anni, mentre gli uomini ne soffrono soprattutto fra i 24 e i 34 anni e dopo i 65. Vi sono dei fattori di rischio che predispongono allo sviluppo del problema come l’appartenere a classi sociali meno abbienti, l’essere single, lavoratori turnisti, soffrire di depressione o di patologie cronico degenerative, utilizzare i dispositivi tecnologici fino a tarda notte, l’essere casalinga, pensionato o divorziato e l’essere esposti a fattori cronici di stress. Nonostante l’enorme diffusione del problema, secondo le stime, più della metà delle persone che ne soffrono non ne hanno mai parlato con un medico.

Tutti i tipi di insonnia  
La classificazione internazionale dei disturbi del sonno distingue fra insonnia transitoria, quando il disturbo dura meno di tre mesi e cronica, in caso di durata superiore e distingue ancora fra insonnia primaria (circa il 20% delle insonnie) quando la condizione non riconosce come origine nessuna malattia organica, disturbo psichiatrico o abuso di droghe e sostanze e secondaria che consegue a un’altra condizione patologica come possono esserlo i disturbi psichici, gli eventi ambientali stressanti, l’ipertiroidismo, le cefalee, alcune cardiopatie o il reflusso gastro-esofageo.


Quando viene ufficialmente diagnosticata  
«Per fare diagnosi di insonnia non ci si può basare semplicemente sul numero di ore per notte passate a dormire e neppure sul tempo impiegato per addormentarsi, poiché non vi sono indicazioni che forniscano tempistiche ottimali valide per tutti –continua a spiegare il professor Cicolin ‎ – L’insonnia per questo è definita come la sensazione puramente soggettiva di un sonno insufficiente o poco ristoratore, incapace di permettere il recupero delle energie necessarie per lo svolgimento delle attività quotidiane.

La diagnosi del disturbo non può prescindere da un’accurata anamnesi volta ad accertare la presenza di contestuali o sottesi disturbi del ritmo sonno-veglia, come possono esserlo i disturbi da anticipo o ritardo del ciclo di sonno, i disturbi motori come soffrire della sindrome delle gambe senza riposo o disturbi respiratori nel sonno ovvero soffrire della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, tutte condizioni che possono simulare un’insonnia.

Come si può risolvere  

In tutti questi casi la risoluzione del disturbo passa attraverso, rispettivamente, la riequilibrazione del ritmo sonno-veglia, dei disturbi motori e respiratori. La terapia oggi prevede, per questo, l’impiego eventualmente associato di farmaci favorenti l’addormentamento o stabilizzanti il sonno profondo e tecniche cognitivo comportamentali, che rappresentano di fatto una sorta di processo riabilitativo al sonno».

lundi 3 juillet 2017

Rosé mignonette, l’intingolo che rende le ostriche ancora più speciali



La salsa mignonette è un condimento fatto solitamente con scalogno tritato, pepe macinato e aceto, cui alcuni chef amano unire del vino per renderne più delicato il sapore. Viene tradizionalmente servito con le ostriche.
Il nome “mignonette” si riferiva originariamente al piccolo sacchetto di pepe e erbe utilizzato per infondere aroma nei liquidi. Alcune versioni francesi al posto del vino prevedono lo champagne.



INGREDIENTI
Per accompagnare 24 ostriche

1/2 tazza di vino rosé
2 scalogni tritati
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
1 punta di cucchiaino di pepe bianco tritato al momento
3-4 foglie di prezzemolo tritato


PREPARAZIONE
Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola e lasciate in frigorifero per un minimo di tre ore.

Servite la salsa ben fredda insieme alle ostriche aperte e poggiate su un letto di ghiaccio o di sassolini ben lavati.

samedi 1 juillet 2017

Pentola bruciata, come fare



Pentola bruciata, come fare: consigli efficaci per eliminare lo strato di bruciato dal fondo di pentole e padelle così da evitare qualsiasi rischio legato alla potenziale tossicità.


E’ capitato a tutti, un attimo di distrazione e… gli alimenti che avevamo lasciato sul fuoco si sono dapprima disidratati e poi bruciati dando vita a uno strato di materia organica carbonizzata che ormai permane attaccato sul fondo della pentola.
Sappiate che quello strato di bruciato è tossico, quindi non potete continuare a usare la pentola in quello stato.
Qualsiasi cibo bruciato è tossico e fa male alla salute, quello che è rimasto attaccato sul fondo della pentola non fa eccezione. Gli alimenti bruciati danno vita a dei composti che possono avere un effetto cancerogenobruciato sul fondo della pentola non è igienico, non è sicuro e non consente una cottura ottimale degli alimenti.
sulla salute. In più lo strato di
Tornando all’effetto cancerogeno, un progetto portato a termine nel 2007 (Heat-Generated Food Toxicants: Identification, Characterization, and Risk Minimization) ha certificato che l’acrilamide espone a rischio cancro gli esseri umani.
L’acrilamide si forma a temperature elevate a partire da quei cibi ricchi di carboidrati e che contengono grassi e zuccheri riduttori. Non è quindi importante se la pentola bruciata è in acciaio o con rivestimento in ceramica: l’effetto nocivo è lo stesso.
Cosa fare se avete bruciato una pentola o padella? Di certo non potete continuare a usarla così! Vediamo come fare per ripristinare il vecchio splendore.

Pentola bruciata, come fare

Sì, è possibile eliminare lo strato bruciato che giace sul fondo della vostra pentola e potete farlo con tre tecniche differenti da impiegare nell’ordine in cui le descriveremo.
Pentola bruciata, come fare a ripulirla #1 

Riempite la pentola di aceto e mettetela a fuoco lento fino a ebollizione. Proseguite l’ebollizione fin quando noterete alcuni pezzi di bruciato venire in superficie. Spegnete il fuoco e, quando il liquido si sarà sufficientemente raffreddato, provate a tirare via il bruciato con una spatola da cucina o con una spugnetta vecchia.



Pentola bruciata, come fare a ripulirla #2 
Questo trucchetto è molto efficace perché sfrutta l’acidità di un ingrediente molto comune e facile da trovare…. la coca cola!
Tale metodo è stato provato da me in prima persona e funziona davvero! :) Non vi sto proponendo illusioni ma realmente la mia pentola in acciaio dal fondo bruciatissimo (almeno mezzo cm di sostanza bruciata e incrostata) è tornata come nuova.
Cosa vi occorre?
  • Coca cola
  • Spazzola a setole rigide
Questo rimedio sfrutta le proprietà disincrostanti della coca cola. Ricordatevi di usare una spazzola dall’impugnatura abbastanza lunga da arrivare al fondo della pentola in modo agevole.
Cosa fare?
  1. Accendete il fornello a fiamma bassa.
  2. Ricoprite le bruciature con della coca cola. Attenzione, non dovete esagerare con la coca cola ma metterne la quantità che basta per coprire il fondo della pentola bruciata.
  3. Spazzolate energicamente per circa 90 secondi e spegnete il fornello. Continuare a spazzolare e rimuovere la coca cola.
  4. A questo punto la pentola dovrebbe essere già pulita, in caso contrario ripetete l’intera procedura spingendovi a tempi di spazzolatura di 120 secondi.
  5. Al secondo trattamento anche le incrostazioni e le bruciature più ostinate saranno scomparse.

Pentola bruciata, come fare a ripulirla #3

Poiché prevede l’uso del detersivo abbiamo inserito questo trattamento come terza ipotesi. Avrete bisogno di un detersivo per piatti, bicarbonato di sodio e bitartrato di potassio (o idrogenotartrato di potassio). Il bitartrato di potassio è commercialmente conosciuto come cremor tartaro. Per l’impiego vi basterà unire due parti (uguali) di bicarbonato di sodio e cremor tartaro, aggiungere qualche goccia di detersivo e acqua bollente. Dovrete realizzare una pasta in grado di coprire l’intero fondo bruciato della pentola. Lasciate questa miscela a mollo per qualche minuto e infine spazzolate con una spazzola a setole rigide. Il bitartrato di potassio, in presenza d’acqua, provoca l’idrolisi del bicarbonato di sodio in una reazione che farà staccare il bruciato dal fondo della pentola.

Salute e bellezza con l’aceto di mele