mardi 18 juillet 2017

Dieta mediterranea, elisir di lunga vita.


Protegge il cervello e allontana le malattie cardiovascolari

I risultati di uno studio dell'università di Edimburgo confermano il ruolo di questo tipo di alimentazione per proteggerci dalle patologie neurodegenerative, ma anche da altri problemi che minacciano la salute soprattutto con l'età

LA DIETA mediterranea non nutre solo il corpo, ma anche il cervello. Ne rallenta l’invecchiamento. E’quanto emerge da un recente studio dell'università di Edimburgo, pubblicato sulla rivista Neurology, dal quale si è visto che negli anziani che la seguono il cervello si restringe meno rispetto a chi aveva un tipo di alimentazione diversa. Secondo un'altra ricerca dell’Istituto di neuroscienze del Cnr e dall’Università di Padova, avrebbe anche effetti positivi sulle malattie neurodegenerative, metaboliche e cardiovascolari.


La dieta salva-neuroni. Frutta, verdura, olio d'oliva, legumi e cereali, un moderato consumo di pesce, formaggio, vino, poca carne rossa e pollame: sono gli alimenti protagonisti della dieta mediterranea, ma cosa c’entrano con il cervello degli anziani? ''Quando invecchiamo, il cervello si restringe e perdiamo cellule cerebrali: tutto ciò influisce sulla memoria e l'apprendimento - commenta Michelle Luciano, coordinatrice dello studio dell’Università di Edimburgo.  - La nostra ricerca aggiunge un altro tassello ai tanti che indicano l'impatto positivo della dieta mediterranea sulla salute cerebrale''.

Il volume del cervello. I ricercatori hanno raccolto le informazioni sulle abitudini alimentari di 967 persone sane di circa 70 anni. A 562 di loro hanno fatto una risonanza magnetica a 73 anni per misurare il volume del
cervello, della materia grigia e lo spessore della corteccia, che è lo strato più esterno. Dopo 3 anni a 401 di loro hanno fatto una seconda risonanza magnetica, per valutare l'impatto della dieta mediterranea. Si è così visto che chi non l'aveva adottata aveva subito la perdita maggiore di volume del cervello rispetto a chiinvece l'aveva seguita bene: una differenza dello 0,5% nel volume cerebrale, pari alla metà di quello che si ha con il normale invecchiamento. ''E' possibile che altri componenti della dieta mediterranea abbiano questo impatto o la loro combinazione presi tutti insieme” conclude Luciano. “Il nostro studio evidenzia come la dieta dia una protezione di lunga durata al cervello''.



L’impatto sulla qualità di vita. Ma la dieta mediterranea può avere un impatto positivo anche su altri aspetti della vita degli anziani. Per la prima volta una ricerca condotta dall’Istituto di neuroscienze del Cnr e dall’Università di Padova e pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che ha effetti positivi anche sulla qualità di vita e sui parametri connessi, come disabilità, presenza di dolore, depressione. Lo studio ha preso in considerazione 4.470 americani con un’età media di 61 anni. “È la prima volta che in uno studio di questo genere vengono prese a campione popolazioni con regimi dietetici lontani da quello mediterraneo e con una prevalenza di malattie cardiovascolari e metaboliche più elevata rispetto a
quelle del Vecchio Continente” spiega Stefania Maggi della Sezione invecchiamento dell’In-Cnr.

I benefici dei cibi anti-ossidanti. I ricercatori hanno constatato che i soggetti che seguivano questo stile
alimentare avevano una migliore qualità di vita: “In particolare una minore prevalenza di disabilità e depressione (circa il 30% in meno) - prosegue la ricercatrice dell’In-Cnr. - I benefici che abbiamo osservato nei soggetti esaminati sono legati all’abbondante consumo di frutta, verdura, cereali, noci, olio d’oliva, alla moderata assunzione di vino, in particolare rosso, di pesce e pollo e a una bassa assunzione di uova e carni rosse; insomma, a uno stile alimentare riconducibile alla dieta mediterranea. Un tipo di alimentazione che ha un ruolo anti-ossidante e anti-infiammatorio, con una conseguente ricaduta positiva sulla qualità di vita”.
 
Una protezione per gli anziani.
La ricerca sostiene che questo tipo di alimentazione è importante non solo per la prevenzione di malattie ad alto impatto sociale, ma anche per migliorare la qualità di vita delle persone anziane. "La dieta mediterranea protegge la popolazione anziana dall’infarto, riducendo il rischio di circa un terzo, dalla demenza e da altre malattie ad alto impatto sociale come il diabete", conclude Maggi. “Sono ovviamente necessari altri studi per confermare questi risultati, ma i dati ottenuti sono rilevanti perché indicano come una dieta sana abbia un impatto positivo sulla vita quotidiana delle persone”.

lundi 17 juillet 2017

Le 10 varieta' di te' più diffuse al mondo

I


Il è una delle bevande più amate e consumate in tutto il mondo. Di tale bevanda esistono numerose tipologie, che si differenziano l'una dall'altra soprattutto per via dei processi di lavorazione che le foglie di tè subiscono al fine di ottenere una bevanda dal colore e dal sapore unico.
A differenziare le tipologie di tè sono anche i Paesi di produzione. Tra i maggiori esportatori di tè troviamo India, Giappone, Cina e Africa. Vi presentiamo qui di seguito alcune informazioni sulle dieci tipologie di tè più diffuse e conosciute nel mondo.

1) Te' verde

È una tipologia di tè non fermentato. Le sue foglie vengono essiccate utilizzando il calore, in modo tale da impedirne la fermentazione. Grazie a ciò, le sue foglie mantengono il colore verde e l'infuso appare di colore visibilmente più chiaro rispetto al tè nero. L'essiccazione tradizionale viene effettuata al sole, disponendo le foglie su vassoi di bambù. Il tè verde è ricco di antiossidanti, possiede proprietà rimineralizzanti, facilita la digestione e può essere utile nella prevenzione di arteriosclerosi e tumori.



2) Te' nero

Il tè nero viene prodotto prevalentemente in India e nei Paesi africani. Rispetto al tè verde ha un sapore ed un effetto più forte sull'organismo, in quanto contiene teina in maggiore quantità. Le foglie verdi di tè assumono un colore scuro per via dei processi di fermentazione a cui vengono sottoposte, attraverso un contatto con l'ossigeno che si prolunga per alcune ore. Soltanto a seguito della fermentazione le foglie destinate alla preparazione del tè nero vengono essiccate. L'impiego di tè nero è stato sottoposto a studi per la prevenzione di diabete e ictus.

3) Te' bianco
Si tratta della tipologia di tè meno lavorata in assoluto, in quanto le sue foglie non subiscono alcun tipo di processo di trasformazione al di fuori dell'essiccazione. Ciò permette che le proprietà della pianta rimangano intatte e di ottenere una bevanda dal forte potere antiossidante. Alcune tipologie di tè bianco risultano molto rare. Tra di esse troviamo il tè Yin Zen, che viene raccolto soltanto una volta all'anno.


4) Te' giallo

Il tè giallo è una tipologia di tè tipica della Cina. La lavorazione particolare a cui le foglie di tè vengono sottoposte è definita ingiallimento. Il colore giallo dalle foglie viene trasferito alla bevanda, ancora non molto diffusa in Europa. Il grado di ossidazione del tè giallo è molto basso. Si tratta di un tè ottenuto grazie ad una fermentazione più breve rispetto a quanto avviene per il tè nero.

5) Te' Pu-her

Il tè Pu-her è un tè post-fermentato, che viene
stabilizzato prima di essere sottoposto al processo di fermentazione. La fermentazione delle foglie viene indotta attraverso il calore e l'umidità. Il suo nome deriva dalla maggiore zona di produzione, situata in Cina.
Si differenzia dal tè nero per la lavorazione differente e con esso non dovrebbe mai essere scambiato per errore, in quanto si ottengono due bevande differenti.

6) Te' rosso (roobois)

La bevanda comunemente nota come tè rosso, ma che dovrebbe essere chiamata rooibos, non viene ottenuta dall'essicazione e dalla fermentazione di foglie di tè. Bensì dall'impiego delle foglie dell'omonima pianta, che vengono appositamente raccolte ed essiccate in Africa, sua zona d'origine. Il tè rosso – o rooibos – è privo di caffeina e presenta un basso contenuto di tannini. In Africa viene considerato un vero e proprio elisir di lunga vita.

7) Te' oolong
Il tè oolong viene prodotto in Cina mediante una parziale ossidazione delle foglie di tè. A seconda del grado di ossidazione e dei processi di torrefazione posti in essere, si ottengono delle tipologie di tè oolong che possono risultare molto diverse tra loro. In occidente il tè oolong è anche conosciuto come "tè semifermentato". La fermentazione può avere una durata maggiore o inferiore a seconda della zona della Cina in cui viene prodotto.

8) Te' aromatizzato

Esistono in commercio numerose tipologie di tè aromatizzato. Possiamo reperire nei negozi sia tè verde, che tè nero o tè bianco aromatizzato. L'aromatizzazione delle foglie di tè può avvenire secondo metodi diversi, che prevedono l'aggiunta alle classiche foglie di fiori essiccati, spezie, frutti o scorze di agrumi. Nei tè aromatizzati più pregiati si aggiungono fiori freschi, mentre nei meno pregiati si utilizzano aromi naturali o artificiali.

9) Te' pressato

La Cina, uno dei maggiori esportatori di tè mondiali fin dall'antichità, si è adoperata per individuare una maniera per conservare il tè a lungo, così da poterne facilitare il trasporto. Il tè pressato può essere sia verde che nero. In Cina ad essere pressato è solitamente il tè Pu-her. In Italia al tè pressato è stata attribuita la denominazione di "Tuo-cha".

10) Te' matcha
Il tè matcha è una tipologia di tè verde giapponese che si differenzia dalle altre poiché esso non viene posto in vendita sotto forma di foglie, bensì come una polvere finissima di colore verde brillante. Esso viene utilizzato non soltanto per ottenere un'ottima bevanda, ma anche come colorante alimentare naturale, come
spezia, nella preparazione di dolci tradizionali giapponesi, ma anche di cioccolatini e biscotti.






vendredi 14 juillet 2017

Cucina ordinata e pulita con poche, semplici mosse

Con una cura quotidiana e qualche piccolo trucco è possibile avere sempre una cucina ordinata e pulita 

IL VANTAGGIO DI AVERE UNA CUCINA ORDINATA
Ordine e pulizia viaggiano spesso di pari passo, dunque avere una cucina ordinata vi consentirà di mantenerla più facilmente pulita. L’accumulo disorganizzato di oggetti, utensili, stoviglie e arnesi è il primo nemico dell’ordine. Sia esteticamente che in fatto di igiene, non mantenere una cucina quotidianamente ordinata è un ostacolo difficilmente superabile. Per non parlare della conservazione degli alimenti e dei cibi, anch’essa di fondamentale importanza.

CUCINA ORDINATA E PULITA: IL METODO

Per avere una cucina ordinata e pulita è importante sviluppare un giusto metodo. Poche, semplici mosse quotidiane per evitare di trovarsi con un grande lavoro da fare una tantum e la cucina sempre in pessime condizione. Il primo segreto è proprio questo: la quotidianità. Dopo ogni pasto la tavola va sparecchiata, i piatti lavati o inseriti in lavastoviglie, il lavello pulito, il pavimento spazzato. E’ un compito che richiede circa 15 minuti, ma fondamentale per avere sempre ordine e dunque rendere la pulizia più semplice.

PULIZIE A FONDO

Mentre queste azioni vanno svolte quotidianamente, ci sono altre cose che vanno ovviamente fatte, ma non necessariamente tutti i giorni. Lavare il pavimento, spolverare gli scaffali, pulire la credenza e il frigorifero, lavare la pattumiera, etc. Sono tutti compiti che vanno svolti con regolarità, a cadenza settimanale oppure ogni 2/3 giorni a seconda dei casi. Il trucco per risparmiare tempo è dividere queste incombenze in giornate diverse, così da evitare di accumulare tutto il lavoro.
E’ molto importante anche non arrivare al punto di vedere una sporcizia inaccettabile: meno accumuliamo, meno fatichiamo. Ci sono poi altri elementi in cucina come il lampadario, la cappa, il forno, i vetri delle finestre. In questi casi, si può anche attendere un paio di settimane prima di dedicarsi alla loro pulizia. Che però dovrà essere molto accurata ed eseguita con prodotti ad hoc.

jeudi 13 juillet 2017

Te' verde: 10 straordinari benefici per la salute




Il tè verde è molto più di una semplice bevanda. Può essere considerato come un vero e proprio medicinale naturale. Le popolazioni del Giappone lo sanno bene e da secoli lo utilizzano per via delle sue proprietà benefiche, che nel corso degli anni hanno ricevuto sempre più conferme da parte della scienza.

Questa preziosa bevanda può essere gustata calda in inverno e fredda o tiepida durante la stagione estiva. Per preparare un buon infuso di tè verde, versate uno o due cucchiaini delle sue foglie in una tazza d'acqua bollente, lasciate riposare per cinque minuti e filtrate. Per raffreddare più rapidamente la bevanda, ricorrete a cubetti di ghiaccio. Il tè verde presenta un contenuto di caffeina inferiore rispetto al tè nero o al caffè. Scopriamo alcuni dei suoi principali benefici per la salute.

1) Antibatterico naturale
Il tè verde è un antibatterico naturale. La sua azione riguarda soprattutto la bocca e i denti. Le sostanze contenute nel tè verde sono in grado di contrastare l'azione di uno dei batteri presenti nel cavo orale, lo Streptococcus mutans. Studi scientifici hanno confermato l'azione benefica del tè verde contro i batteri che possono causare problemi dentali. Bere tè verde potrebbe aiutare a prevenire la carie.

2) Antiossidanti

Il tè verde è un concentrato naturale di antiossidanti, tra i quali troviamo soprattutto polifenoli e bioflavonoidi. Gli antiossidanti sono necessari al nostro organismo per rallentare l'invecchiamento cellulare, favorire la rigenerazione dei tessuti e contrastare i radicali liberi, che possono essere responsabili delle malattie degenerative.

3) Tumori della pelle
Secondo uno studio scozzese, il tè verde è in grado di proteggerci contro i tumori della pelle. I ricercatori hanno fatto in modo di estrarre dal tè verde una sostanza benefica in grado di colpire direttamente le cellule malate e di contrastare in modo efficace la malattia. Il composto chimico dall'azione soddisfacente viene chiamato EGCG.

4) Dimagrire
Il tè verde è considerato un alleato benefico contro l'obesità e i chili di troppo. Gli esperti della Penn State University hanno identificato nel tè verde alcune sostanze in grado di portare ad una maggiore capacità dell'organismo di bruciare i grassi in eccesso e di ridurre l'assorbimento dei grassi introdotti con l'alimentazione.


5) Ictus
Bere tè verde può contribuire a ridurre il rischio di ictus. Il merito è di composti come le catechine, una speciale categoria di potenti flavonoidi antiossidanti che aiutano a regolare la pressione sanguigna e a migliorare la circolazione. A parere degli esperti, per proteggersi dal rischio di ictus basta bere una tazza di tè verde al giorno.
6) Cancro all'utero
Secondo uno studio condotto presso il dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Women's Health Research del Meharry Medical College, alcune sostanze contenute nel tè verde possono contribuire ad inibire la proliferazione delle cellule tumorali nel fibroma uterino. Nelle volontarie a cui è stata somministrata una sostanza benefica contenuta nel tè verde, è stata osservata una riduzione significativa del peso e del volume dei tumori.

7) Polmonite
Il consumo regolare di tè verde è in grado di ridurre il rischio di morire di polmonite, a parere degli esperti della Tohoku University Graduate School of Medicine. Secondo gli studi condotti dai ricercatori giapponesi, le donne che bevono 5 o più tazze di tè verde al giorno vedono ridotto del 47% il rischio di morire di polmonite. Alcune sostanze contenute nel tè verde sono infatti in grado di inibire lo sviluppo dei virus e dei microrganismi responsabili della polmonite.

8) Diabete
Il consumo di tè verde potrebbe essere utile nella prevenzione del diabete. L'EGCG, una sostanza contenuta nel tè verde, contribuisce a bilanciare i livelli degli zuccheri nel sangue. In questo modo l'organismo ha a disposizione maggiori energie per contrastare il senso di affaticamento. L'EGCG migliora l'utilizzo dell'insulina da parte del nostro corpo, evitando l'irritabilità e arginando il desiderio di compensare il senso di affaticamento con l'introduzione di cibi poco salutari.
9) Colesterolo
Bere tè verde contribuisce a regolare i livelli di colesterolo nel sangue. Le sostanze benefiche contenute in questa bevanda prevengono l'accumulo di colesterolo nelle arterie e l'insorgere di malattie cardiovascolari. Secondo una ricerca pubblicata tra le pagine del Journal of Biological Chemistry, il merito sarebbe ancora una volta dell'EGCG.
10) Abbronzatura

Buone notizie per chi ama l'abbronzatura. Secondo uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Pharmaceutical Development and Technology, il tè verde sarebbe in grado di proteggere la nostra pelle dagli effetti dannosi dei raggi UV. Il merito sarebbe da attribuire alle catechine, alcune delle sostanze benefiche contenute nel tè verde.

lundi 10 juillet 2017

Errori da non fare quando si parte in crociera

I consigli giusti per chi va in crociera per la prima volta: gli errori da non fare per non incorrere in spiacevoli situazioni




Sono almeno 7 i passi da falsi quando si va in crociera per la prima volta: ecco gli errori da non fare

IN CROCIERA PER LA PRIMA VOLTA: GLI ERRORI DA NON FARE

Non calcolare bene i tempi prima della partenza

Non c’è niente di peggio che pensare di avere abbastanza tempo per arrivare al Terminal di partenza per poi scoprire che si è in ritardo. Come regola generale si segue quella dei voli. Specie se si tratta di partenze internazionali.
E’ consigliabile quindi arrivare un giorno prima e pernottare eventualmente in albergo se si pensa di non avere abbastanza margine di tempo.  Soprattutto per sbrigare le formalità doganali. Come l’aereo, anche la nave parte senza di te a bordo.
Scordare la documentazione pertinente

Teoricamente è possibile completare l’espletamento di tutta la documentazione finale di biglietteria anche all’arrivo del terminal di crociera. Specie se si inviano in anticipo tutti i dettagli.
Le compagnie raccolgono infatti preventivamente le informazioni su passaporto, dettagli di carta di credito e talvolta anche le foto degli ospiti. In modo da accelerare le procedure di imbarco. Ormai è tutto gestito con documenti on line.
Non approfittare dei pasti a bordo
Quando si effettua il pagamento finale su una crociera si vuole sfruttare al massimo tutto ciò che è incluso nella tariffa. Ecco quindi le aree gratuite e i buffet presi d’assalto. Tuttavia ci sono anche i ristoranti specializzati. Che si propongono spesso a prezzi ragionevoli. E vale quindi la pena il sovrapprezzo per
assaggiare una cucina migliore.

GLI ERRORI DA NON FARE SULLA NAVE

Scordarsi di posizionare le etichette sui bagagli
Parte del processo di check in on line include la possibilità di stampare le etichette bagaglio. O di inviarle via mail. Le etichette sono accessori fondamentali. In grado di garantire agli addetti la giusta consegna in camera. Per un servizio ottimale è meglio dunque personalizzare sempre la propria valigia.
Saltare le attività di intrattenimento
Anche quando le navi da crociera non erano così grandiose come quelle di oggi era facile perdere alcune opportunità di intrattenimento. E’ bene studiare il calendario degli eventi quotidiani per dare priorità a tutto quello che si vuole fare.
Alcune compagnie di crociera informano gli ospiti dell’intero programma. Ci sono anche delle apposite App che elencano tutte le attività disponibili. Le probabilità che non si è in grado di riuscire a fare tutto sono alte. Meglio, quindi, decidere cosa si preferisce fare. E magare lasciare il resto per una seconda crociera. O una terza.
Non avere sempre la chiave con se

Le schede chiave delle navi da crociera non sono solo un semplice accesso in cabina. Servono anche come schede di carico a bordo. E di identificazione quando si sbarca e ci si imbarca dalla nave. Ecco perché è fondamentale avere sempre la propria chiave dietro in qualunque spostamento. Se accidentalmente viene persa è facilmente rieditata.
Dimenticare di prenotare le escursioni a terra

Altro errore comune che fanno i passeggeri è non pensare a quali escursioni a terra fare. Spesso scoprire una città da soli è un’esperienza meravigliosa. Ma se si vuole massimizzare il tempo a disposizione un tour guidato è in grado di fornire una panoramica generale. Prenotando attraverso la compagnia di crociera è garantito che, se ci dovessero essere ritardi, la nave non partirà.

samedi 8 juillet 2017

Come combattere il caldo col cibo: 10 alimenti che abbassano la temperatura corporea

La dieta è fondamentale per combattere l'afa estiva: alcuni cibi infatti funzionano da termoregolatori per il nostro corpo. I consigli dela Società italiana di scienza dell'alimentazione


Non basta accendere il condizionatore tutto il giorno, rinfrescarsi al mare o fare una doccia ghiacciata per sfuggire al caldo soffocante di questi giorni? Allora l’unico rimedio è fare attenzione a quello che mangiamo. Esistono infatti degli alimenti capaci di far abbassare la temperatura del nostro corpo e regalarci una sensazione di benessere anche se la colonnina di mercurio sfiora i 40 gradi. Ecco quali sono i cibi anti-caldo

Sogliola. Il pesce d’estate non può mancare ma dobbiamo stare attenti a non scegliere quelli con troppi grassi. Meglio evitare salmone o sgombro e puntare sulla sogliola. Contiene 80 calorie per 100 grammi ed è ideale per piccoli e grandi. Cucinata al vapore fornisce tutte le proteine di cui abbiamo bisogno senza appesantirci. Altri pesci da consumare d’estate secondo Andrea Ghiselli dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Crea) sono il merluzzo e il rombo: “È importante però stare attenti anche la modalità di preparazione. È inutile mangiare una sogliola se poi la cuciniamo fritta. I condimenti pesanti, poi, sono quelli che incidono di più sulla digestione e quindi sulla produzione di calore del nostro corpo”.

Pesce spada. Più grasso della sogliola, contiene 121 calorie su 100 grammi, è
comunque un cibo ottimo da mangiare anche con le alte temperature. Le sue carni sono ricche di proteine e di vitamine B12, B6, di fosforo e selenio.




Palombo. È un pesce poco conosciuto ma ottimo d’estate. Contiene iodio, fosforo, calcio, proteine e vitamine A e PP. È povero di carboidrati e grassi ed ha solo 80 calorie per 100 grammi



Pollo. È la scelta migliore per rimanere leggeri senza rinunciare al gusto. Il pollo e in generale le carni
bianche contengono proteine e ferro ma non hanno tanti grassi. “Sono più magre di quelle rosse se togliamo loro la pelle”, afferma Ghiselli. Il pollo, in particolare, ha solo 110 calorie per 100 grammi.




Anguria. Quando si dice estate, si pensa all'anguria (o cocomero). È composto per il 95 per cento da acqua ma contiene anche carotenoidi (antiossidanti),
vitamine A, B, B6, C, potassio, magnesio e fruttosio. Ci sazia e ci idrata allo stesso tempo senza farci ingrassare: è anche un ottimo alleato contro l’ipertensione e la ritenzione idrica. “E’ il frutto migliore in questa stagione ma non dobbiamo mangiare solo questo: anche l’uva è ottima quando fa caldo. La prerogativa della frutta è quella di essere ricca di acqua e di fibre. Riempie lo stomaco e ha pochissime calorie”, continua Ghiselli.
Melone. Come l’anguria, è ricco di acqua, circa il 90 per cento, e povero di calorie (48 calorie su 100 grammi). Contiene anche fosforo, calcio, vitamina A, vitamina C, potassio.
Pesca. Altro frutto da consumare in grandi quantità è la pesca. Per l’87 per cento è fatta di acqua, ma è ricca anche di vitamina C, provitamina A, potassio, ferro, calcio, fosfato e beta carotene. Rinfresca, tonifica, rinforza denti e ossa e protegge la pelle. Cento grammi di pesca contengono inoltre 40 calorie.


Cetriolo. Ha solo 10 calorie per 100 grammi ed è ricco di acido tartarico, una sostanza che impedisce ai
carboidrati che ingeriamo di trasformarsi in grassi. E’ quindi un ottimo alleato di chi è a dieta. Rende la pellepiù elastica ed è un buon diuretico.






Zucchine. Altra verdura rinfrescante è la zucchina. Contiene acqua per il 95 per cento, ha solo 15 calorie per 100 grammi ed è ricca di minerali come
potassio, ferro, calcio e fosforo, e vitamine A e C. Ha una azione diuretica e disintossicante. “Dobbiamo avere una alimentazione varia e mangiare tutte le verdure di stagione come il pomodoro ma anche i peperoni e melanzane”, consiglia Ghiselli.


Menta. Con un bicchiere di acqua e menta e sentiremo subito meno caldo. E’ utile anche per mal di testa, contro le gastriti, i crampi dello stomaco e le
coliti. D’estate è bene ricordarlo, dovremmo bere almeno un litro e mezzo d’acqua per reidratare i liquidi che perdiamo. Meglio ingerire acqua ad una temperatura di 10-15 gradi e non quella ghiacciata del frigo che produce nel nostro corpo una vasodilatazione: ci fa sudare e perdiamo subito i liquidi appena assunti.



Altri consigli. Sembrerà un paradosso eppure bere bevande calde in estate ci aiuta a sopportare il caldo. La nostra lingua è ricoperta da recettori che trasmettono impulsi al cervello. Bevendo tè caldo, la temperatura corporea si alza e inizieremo a sudare. Espellendo liquidi, ci rinfrescheremo immediatamente. Da evitare, invece, sono gli alcolici: “Cerchiamo di non bere vino o birra nelle ore calde”, afferma Ghiselli. No anche a bevande zuccherate, a fritti e ad insaccati. “In generale la regola da seguire è quella di diminuire la quantità di cibo. Non dobbiamo produrre energia per riscaldarci come d’inverno e quindi abbiamo bisogno di meno calorie. Bisogna ridurre in maniera proporzionata grassi, proteine e carboidrati. Questi ultimi però sono quelli che producono meno calore dopo la digestione”, spiega Ghiselli. Anche i dolci vanno assunti con moderazione: “Sono ricchi di grassi e quindi pesanti: è bene limitare il consumo a qualche biscotto la mattina o al gelato come sostituto di un pasto”. Stessa cosa per i formaggi: “Una fettina di mozzarella con i pomodori non fa male, ma meglio non mangiare formaggi come il gorgonzola”.

vendredi 7 juillet 2017

Karkadè, il tè rosso del deserto

L’infuso di fiori di ibisco consumato in Egitto per contrastare il caldo: le proprietà


Originaria dell’Africa tropicale, la pianta di karkadè è stata introdotta in diverse regioni tropicali perché necessita di poca acqua e poche cure, prediligendo le zone dal clima caldo. Tipica bevanda egiziana, è diffusa anche in Siria e in Thailandia. La parola karkadè deriva dal nome karkadeb con cui la pianta è chiamata nel dialetto Tacruri, in Etiopia. 

Conosciuta anche come "tè rosso", il karkadè viene consumato in Egitto sia caldo che freddo per le sue prorietà dissetanti e rinfrescanti. È per questo motivo che non è raro che gli africani tengano in bocca un fiore secco di ibisco durante i lunghi viaggi. I fiori hanno un colore rosso o verde e per la bevenda se ne utilizzano i calici. La varietà a calice rosso è diffusa in medicina, mentre quella a calice verde in cucina per acidificare i piatti a base di miglio e di riso. In Egitto viene anche preparato come decotto per le sue proprietà antisettiche. Non contiene caffeina e regolarizza la funzionalità epatica.
 
KARKADE’: I BENEFICI DI UN FIORE
L’Hibiscus sabdariffa è una pianta della famiglia delle Malvaceae, ricca di polifenoli e ampiamente utilizzata anche in caso di mal di gola, ipertensione, tosse e raffreddore. Dall'infusione dei petali secchi dei fiori di ibisco si ottiene una bevanda dal gusto leggermente acidulo, simile a quello dle mirtillo. 


Oltre agli acidi organici, il karkadè contiene una buona dose di  vitamina C. E’ dunque apprezzato per le proprietà vasoprotettive e regolatrici per la pressione sanguigna. Essendo una malvacea contiene mucillagini che esercitano un’azione lenitiva e protettiva sui tessuti interni dell’organismo.

Ecco come preparare un infuso di karkadè
 
Ingredienti
1 cucchiaio raso di karkadè
1 tazza d’acqua 
 
Far bollire una tazza di acqua. Versare i fiori nell’acqua bollente, e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare l’infuso e berlo caldo o freddo.

Salute e bellezza con l’aceto di mele