mercredi 11 janvier 2017

Battiato ricorda David Bowie

L’uomo che rinnegò il passato per arrivare a Dio

Franco Battiato ricorda immagini e incontri di una vita intera sotto il segno di David Bowie


Graffiti, lo street artist James Cochran (Jimmy C) ritocca il graffito dedicato a Bowie che a Londra. L’opera verrà ricoperta da una pellicola protettiva trasparente

FRANCO BATTIATO
Il suo vero nome era David Robert Jones. Nacque sotto il segno del Capricorno, l’8 di gennaio. Destinato a un successo senza pari, morì, guarda caso, due giorni dopo la sua nascita. Caduto sulla terra, il Duca Bianco, aveva appena registrato Space Oddity. .. E quel brano piaceva da pazzi! Ero stato contagiato anch’io. Hunky Dory , i biondi capelli, una femminilità fotografica, alla Greta Garbo. Aveva già rinnegato il passato, per il futuro.



Londra era una polveriera. La droga imperversava. Io volevo vedere e capire quello che capitava. La mia paura era di passare di fianco a una nuova moda che stava per arrivare. Non desideravo altro che locali... We can be heroes, just for one day. 

Il 20 marzo 1970 Bowie sposa l’americana Angela Barnett, della quale dirà: «L’ho conosciuta perché stavamo con lo stesso ragazzo». Il matrimonio durò lo spazio di un decennio, regalando a Bowie il figlio Zowie (poi ribattezzato Duncan Jones). 

Le parole più belle per ricordarlo le ha usate Tony Visconti: «Ha sempre fatto quello che voleva. E voleva sempre farlo». Tony Visconti, amico e collaboratore storico, si è prestato a un’intervista con l’edizione Usa di Rolling Stone in cui ha raccontato gli ultimi mesi di David Bowie così come lui li ha visti e vissuti. Il produttore ha spiegato come la star, circa una settimana prima della scomparsa, lo avesse contattato tramite FaceTime per dirgli che voleva fare un altro disco ancora, aveva già scritto - e inciso in versioni demo grezze - ben cinque nuovi pezzi ed era impaziente di tornare in studio per un’ultima volta. Bowie sapeva già da novembre di essere malato terminale, ma - stando a quanto dice Visconti - non aveva idea del fatto che gli rimanesse così poco tempo da vivere.  
 
Ebbe due figli, e la moglie Imam. Dopo il divorzio da Angela nel 1980, nel 1992 Bowie si è risposato con la top model somala Imam, da cui è nata nel 2000 Alexandria Zahra, che Bowie ha cresciuto rimanendo a lungo con lei a casa. Il legame tra i due è rimasto solido nel tempo. L’ultimo anno e mezzo lo ha passato a combattere con un tumore, che non è mai stato reso pubblico. Ma la sua creatività non è venuta meno, tanto da continuare a lavorare all’album - il 25esimo - Blackstar, uscito lo scorso 8 gennaio. Un addio messo in musica a chi l’ha amato. 

 Verso la metà del 2015, poi, sembrava che le condizioni andassero migliorando. Era ottimista perché la chemio che faceva stava funzionando, a metà dello scorso anno: era in remissione. Ero felicissimo. Lui era un po’ preoccupato e mi ha detto: «Be’, non festeggiare troppo in fretta. Per ora sono in remissione, ma vediamo come vanno le cose». Ha continuato la chemio e io credevo che ce l’avrebbe fatta. Poi a novembre è tornato il male. Si era diffuso in tutto il corpo e da lì non si torna indietro. Ha poi detto: «Era così coraggioso». La sua energia era incredibile, per essere un uomo che aveva il cancro. Non ha mai mostrato paura. Era concentratissimo sul disco. 

Quando l’ho incontrato nel 2008 o 2009, aveva preso un po’ di chili. Era in carne, con le guance rosa. Non era malato. Prendeva solo una medicina per il cuore. Una cosa normale, come fa tanta gente di 50 o 60 anni che si cura il cuore e vive a lungo. Tutto era sotto controllo. Due mogli, due figli e tante trasgressioni, musicali e sessuali in tutte le direzioni... Tanti scatti a colori, in bianco e nero e una frase: «La sofferenza è reale, ma anche Dio». Il finale l’ho sempre visto così: «Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito». 

mardi 10 janvier 2017

Botox , non solo estetica

Dalle cefalee ai dolori articolari la tossina più letale è un farmaco da superprofitti (e qualche incognita)



UN GRAMMO può uccidere tre milioni di persone. Per sterminare l’umanità - è stato calcolato - ne basterebbero 7 cucchiaini. Eppure da un quarto di secolo per noi botulino è sinonimo di bellezza. La tossina più letale della Terra, dopo aver completato la sua metamorfosi da simbolo di morte a quello di giovinezza, ha fatto oggi l’ennesima piroetta, trasformandosi in un medicinale serio e paludato contro una varietà di disturbi che vanno dalla cefalea all’incontinenza, dai dolori articolari agli spasmi muscolari che seguono un ictus. E guadagnandosi la copertina del settimanale americano Time.

Circa metà degli stratosferici profitti che la Allergan, l’azienda produttrice del Botox, realizza ogni anno (2,5 miliardi di dollari nel 2015) arrivano ormai da applicazioni non estetiche. Molte delle quali, soprattutto negli Stati Uniti, ricadono nella categoria “off-label”: non indicate nel foglietto illustrativo, ma adottate dai singoli medici (non raramente con strascichi legali) in base alla loro discrezionalità. Ecco allora che la tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum è stata usata (con maggiore o minore successo, a seconda dei casi) per combattere torcicollo, obesità, depressione, incontinenza urinaria, emicrania, dolore alle ginocchia, eiaculazione precoce e fibrillazione atriale.



Fortunosamente scoperti alla fine degli anni ‘70 da un oculista americano, gli effetti del botulino hanno fatto la fortuna di chi ha saputo allargare l’orizzonte delle sue indicazioni terapeutiche. Con un quarto di secolo di storia e più di 12 miliardi di applicazioni, soprattutto in passato per scopi estetici, tutti gli effetti secondari della tossina hanno avuto in effetti modo di farsi notare. L’osservazione che le pazienti sottoposte all’iniezione antirughe avevano mal di testa più lievi ha portato alla conferma che il botulino è efficace contro le cefalee (e per questo uso la sostanza oggi è indicata, sia negli Usa che in Italia). Quando alcuni neurologi americani notarono che le donne, dopo il ritocco, avevano un umore migliore, partirono dei test per misurare l’efficacia del botulino contro la depressione. Test che a oggi - al contrario di quelli per la cefalea non hanno portato a nessuna conferma.

Fallita anche la sperimentazione per combattere l’obesità (si ipotizzava che la tossina rallentasse lo svuotamento dello stomaco), è invece autorizzato l’uso del botulino contro l’incontinenza urinaria causata da contrazioni eccessive della vescica. La sostanza prodotta dal Clostridium agisce infatti bloccando la comunicazione fra nervi e muscoli: rilassando dunque e appianando i tessuti in cui viene iniettata in dosi misurate nell’ordine del trilionesimo di grammo, per evitare intossicazioni.

Sempre in equilibrio sul crinale fra bellezza, salute e morte, al botulino è capitato qualche volta di scivolare. Nel 2008 un ricercatore italiano del Cnr, Matteo Caleo, fece l’inquietante osservazione che la tossina non resta probabilmente confinata sotto alle rughe che intende cancellare, ma riesce a penetrare fino al cervello. Misteriose restano le vie per cui questo avviene, e misteriose le conseguenze. Fatto sta che l’anno dopo la Food and Drug Administration - Fda, l’ente che regola i medicinali negli Stati Uniti - impose al Botox di stampigliare in alto sul foglietto illustrativo il “black box”: l’avvertimento di rischio più visibile che ci sia. Alcuni bambini colpiti da problemi muscolari in seguito a una paralisi cerebrale erano morti negli Usa cercando di alleviare
 i sintomi con il Botox. Ma l’anno successivo - nel 2010 - come un’Araba Fenice il botulino riuscì a risollevarsi, ottenendo dalla stessa Fda l’autorizzazione a trattare i mal di testa. E ripartendo con nuova benzina nella sua corsa ai profitti stellari.
  

lundi 9 janvier 2017

Curare il raffreddore con il cibo

GLI ALIMENTI CHE AIUTANO A GUARIRE DAL RAFFREDDORE




L’inverno è cominciato. E con esso le prime epidemie di raffreddore. Grandi e piccini, studenti o lavoratori, nessuno si salva. Quando arrivano, sono sempre numerosissime le vittime dei mali stagionali che fanno la fortuna delle farmacie con l’acquisto dei rimedi più veloci ed efficaci per debellarne i sintomi. Ma il raffreddore non si combatte soltanto con i farmaci. E nemmeno rimanendo a casa sotto le coperte o imbacuccandosi in giacche, sciarpe e cappelli quando si esce. Quando il naso comincia a colare, la testa si fa pesante e la gola non perdona, può essere il cibo a venire in soccorso. Una corretta alimentazione basata su ingredienti mirati e specifici può, infatti, ridurre notevolmente i tempi di guarigione. Consentendo, così, di rimettersi velocemente in pista più scattanti ed impeccabili di prima. Vediamo quali sono, allora, i cibi che non dovrebbero mai mancare in una dieta “da raffreddore”.




Ostriche e germe di grano: così diversi, così simili

Apparentemente sembrerebbero non avere proprio nulla in comune. Eppure le ostriche ed il germe di grano condividono un importante componente. Si tratta dello zinco, di cui entrambi gli alimenti sono ricchi e che rappresenta un utile rimedio contro il raffreddore. I molluschi, e le ostriche in particolare, costituiscono, probabilmente, la migliore fonte di zinco in assoluto. Basti pensare che un solo mollusco ne può fornire circa 70 milligrammi. Alcuni studi avrebbero dimostrato che un dieta ricca di questo minerale ridurrebbe i tempi di guarigione da 7 giorni a soli 4. Per ricevere un buon apporto di zinco, via libera anche alla carne ed ai cereali integrali.





Latte e yogurt a volontà per sconfiggere il raffreddore

Se il latte, così come le uova ed il burro, sono un’importante fonte di vitamina A, fondamentale per la cura del raffreddore, lo yogurt è un vero concentrato di probiotici. Queste sostanze rappresentano un ottimo alleato nella lotta ai malanni stagionali. In un campione di studenti analizzato, quelli che avevano consumato probiotici sono guariti dal raffreddore due volte più velocemente. E mostravano sintomi del 34% più lievi rispetto a coloro che non ne avevano assunti.





Aglio e cipolla: l’alito può attendere


Sebbene molto gustosi, l’aglio e la cipolla non incontrano i favori di molti consumatori. L’effetto sull’alito di chi li consuma ne scoraggia spesso l’utilizzo in cucina. Specialmente quando c’è in programma un appuntamento galante. Ma se l’appuntamento è con il raffreddore, allora l’aglio e la cipolla dovranno essere i benvenuti nel proprio piatto. L’allicina contenuta nell’aglio è, infatti, un antibiotico ed un antisettico naturale. Mentre i flavonoidi contenuti nelle cipolle aiutano a combattere i virus. Tradotto in numeri, chi consuma aglio, vedrà ridurre i sintomi del raffreddore del 20%. E guarirà il 61% più velocemente. Spazzolino e dentifricio faranno il resto.





Zuppe calde “come se piovesse”

Oltre a fornire piacevole sollievo, le zuppe, se preparate con gli ingredienti giusti, sono perfette contro i mali di stagione. Il brodo di pollo, ad esempio, è in grado di rallentare la reazione dei neutrofili all’infezione, alleviando, così, alcuni dei sintomi del raffreddore. Questi globuli bianchi, infatti, si concentrano nell’apparato respiratorio, provocando congestione nasale e mal di gola. Abbinando al brodo di pollo delle verdure, come carote, spinaci e zucca, si garantisce, infine, all’organismo un elevato apporto di vitamina C.

vendredi 6 janvier 2017

Le bevande per scaldare le sere d'inverno

 Poche altre cose accarezzano l'animo come l’aroma di una bevanda calda. E, se è bello godersi una bella tazza fumante profumata da soli, magari sul divano avvolti in una coperta e con un libro in mano, gli “hot toddy” sono ancora meglio in compagnia di amici: richiedono convivialità e tempo, per chiacchierare sorseggiando a poco a poco. Davanti al caminetto o all'aperto imbacuccati in piumini, sciarpe e berretti  si beve e ci si prepara a tirar tardi in racconti intorno al fuoco



VIN BRULÈ
Quello che nei paesi anglosassoni è il mulled wine, in Germania e Austria si chiama Gluhwein e in Italia è il vin brulè, vino caldo zuccherato, molto speziato. Se si parla spesso di street food, in questo caso potremmo parlare di street drink, perché di solito lo preparano in pentoloni all'angolo di strade o in stand di fiere e mercatini, e ristora durante passeggiate o shopping. Non fermatevi da chi ve lo porge in bicchieri di plastica: la magia sta nel 'covare' la coppa di vetro tra le mani (e se vi piace, comprare pure quella) 




RISH COFFEE
Se il cibo irlandese non è tra i più rinomati, certo l'Irish coffee ha fama planetaria. Invitante fin dal primo sguardo, nel suo alto bicchiere di vetro trasparente che ne svela gli strati di caffè bollente e whisky, sormontato da un ciuffo di panna leggermente montata. La sua origine risale alla seconda guerra mondiale. Per farla in casa occorre del whisky irlandese, panna fresca liquida, caffè bollente e un cucchiaino di zucchero di canna. Si monta per un paio di minuti la panna fresca, mentre si riscaldano i bicchieri di servizio. Dove si versa il caffè zuccherato, il whisky e per ultimo, senza mescolare, la panna 

jeudi 5 janvier 2017

Paura di cadere sul ghiaccio ?


 Il trucco per non cadere sul ghiaccio e correre il serio rischio di spaccarsi una gamba? Immaginate di essere un pinguino. Sì, un pinguino, e camminate come lui. Le temperature scendono, l’inverno si fa sentire sui parabrezza delle auto e sui marciapiedi delle strade, che gelano, minacciando chi passeggia. Il consiglio per tornare a casa sani e salvi, sfruttando la sapiente tecnica di deambulazione degli animali, arriva dalla Germania, da una fonte autorevole: l’associazione tedesca degli ortopedici e dei chirurghi specializzati in traumatologia.

Sul sito dell’associazione, i medici spiegano che camminare come i pinguini, tenendo il baricentro avanti, di conseguenza inclinando leggermente il dorso, permette di tenere il peso sempre sulla gamba anteriore.

(Il volantino dell’Associazione degli ortopedici e traumatologi tedeschi mostra la marcia del pinguino, sicura per camminare sul ghiaccio)

Se il centro di gravità del corpo sta in avanti, diversamente da come fa l’uomo normalmente, che distribuisce il peso equamente spostandolo sulle due gambe, permette di non perdere l’equilibrio, in caso di un tentato scivolone. Il problema dei marciapiedi ghiacciati è diffuso in Germania, dove le amministrazioni non si curano troppo di cospargere le strade di sale. A partire da Berlino: in passato, le autorità municipali della capitale tedesca sono state criticate per la loro incapacità di ripulire i marciapiedi della città nei giorni delle gelate, nonostante gli avvertimenti dei meteorologi. Nel 2014, proprio per questo motivo, i servizi di soccorso della capitale tedesca avevano ricevuto più di 750 chiamate di emergenza e i pronto soccorso della città sono stati invasi da casi di fratture ossee. A Berlino sabato è attesa una grande gelata, con temperature sotto i 10 gradi. 

mardi 3 janvier 2017

Dopo le feste : dieta Detox


Ormai quello che è fatto è fatto. Se in questi giorni di festa vi siete lasciati andare agli eccessi di cibo e alcol, è inutile farsi sopraffare dai rimorsi. 

Meglio pensare a come rimediare. E questa volta non ci sono scuse: meglio prepararsi prima che piangersi addosso dopo. Bisogna cercare di tornare ad un’alimentazione giusta  Ma senza eccedere al contrario, costringendosi al digiuno.Saltare i pasti è sbagliatissimo così come non è assolutamente necessaria la classica dieta fai da te, che comporta digiuni con successivo senso di fame e abbuffate. In effetti, ormai sono numerosi gli studi che hanno dimostrato che alternare il digiuno ad abbuffate fa più male che bene. I rimedi principali agli «sgarri natalizi», invece, sono: depurare il fegato, l’intestino e rigenerare la pelle. Con un’alimentazione detox è possibile eliminare le tossine, depurarsi, allontanare il senso di gonfiore e contrastare la ritenzione idrica. Un regime alimentare a basso contenuto calorico, ma ad alto tasso di alimenti e sostanze drenanti e depurative». 

La prima mossa da fare per depurare il fegato è ridurre alimenti grassi o fritti, evitare di cucinare con il burro, evitare l’alcol. 

Vanno  preferiti i cibi dall’azione drenante e stimolante, come indivia, carciofi, broccoli (questi ultimi capaci di attivare enzimi che agiscono nel processo di detossificazione dell’organismo), verdure a foglia verde come spinaci, cicoria. Da non dimenticare, inoltre, le barbabietole, che abbondano in vitamine del gruppo B e C, in magnesio, calcio, zinco, ferro e betacarotene, tutti importanti per stimolare la purificazione del corpo. Importante, poi, introdurre alimenti contenenti acidi grassi insaturi, come la frutta secca, in particolare quando al fegato appesantito si associano sintomi come stitichezza e mancanza di energia. Consigliabile il consumo di frutta dalle proprietà disintossicanti come limoni, fichi, mele e uva e un buon quantitativo di acqua». 

PURIFICARE INTESTINO CON CIBI RICCHI DI FIBRE, ACQUA E VITAMINE

E' fondamentale avere un intestino sano perché solo in questo modo possono essere ben assorbiti gli importanti nutrienti dei cibi, come vitamine e sali minerali. I cibi utili a purificare questo organo sono quelli di facile assorbimento, contenenti fibre associate a grosse quantità di acqua e vitamine; devono avere, inoltre, discrete quantità di magnesio e zinco, oligoelementi che favoriscono sia la motilità del tratto superiore dell’intestino, sia la vitalità della flora batterica benefica. Ne sono un esempio mele, pere, uva, anche sottoforma di centrifugati o frullati. 

Fondamentale è il ricorso ai rimedi naturali offerti dalle tisane. Sono utilissime per depurarsi come, ad esempio, quella al finocchio. Questo ortaggio ha capacità stimolanti nei confronti dello stomaco e dell’intestino. Per questo motivo la tisana al finocchio contrasta i problemi di digestione e il dolore addominale. Oppure tisana alla betulla o alla malva, che, bevuta a piccoli sorsi anche durante la giornata, contiene mucillagini che saziano e tamponano i succhi gastrici. Le tisane sono utili soprattutto prima di andare a letto. 
 
CON ALIMENTAZIONE DETOSSIFICANTE SI RIGENERA ANCHE LA PELLE  

Infine, un’alimentazione detox favorisce la rigenerazione della pelle. 
Un’idratazione ottimale della pelle che arrivi dall’interno del corpo è la base per avere un aspetto gradevole e salutareGli alimenti in grado di stimolare il sistema linfatico e le funzioni intestinali per eliminare le tossine, e migliorare di conseguenza l’aspetto della pelle, sono quelli contenenti antiossidanti, provitamina E ed A, vitamina B6, B9 e C e fibre. 
Ottime sono le verdure come i porri, la barbabietola, efficaci per idratare la pelle che, oltre all’acqua, ha bisogno anche di nutrimento. Infine, un altro piccolo consiglio è quello di non abbandonare del tutto l’attività fisica . L’attività fisica  può essere d’aiuto per smaltire i chilogrammi presi: 
scegliere tra 30 minuti di cyclette o passeggiata o corsetta. Per i più fortunati optare per sport come lo sci alpino, lo snowboard o anche il pattinaggio sul ghiaccio. 

IDEE PER UN TIPICO MENU’ DETOX  





A colazione preferire tè verde o latte di soia o caffè d’orzo con fette biscottate integrali con miele Sono previsti anche spuntini con frutta a metà mattinata. A pranzo verdura a volontà condita con olio extravergine di oliva e limone e un bel piatto di carne o pesce alla piastra, al forno, al vapore o al cartoccio. Il tutto accompagnato da pane di segale o integrale.  

A cena optare per minestroni o zuppe di verdure (scegliendo tra quelle elencate detossificanti) e/ o legumi (tra questi i ceci ricchi di triptofano e arginina, amminoacidi strettamente legati alla produzione di serotonina, agiscono sul tono dell’umore e aiutano a ritrovare energia) con crostini di pane integrale e un secondo di bresaola o arrosto di tacchino con un filo d’olio. Prima di andare a letto una tisana drenante.  

Seguendo alla lettera i consigli proposti sarà possibile arrivare a ricuperare il peso preso senza doversi imporre grandi rinunce a tavola. 

Salute e bellezza con l’aceto di mele